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Rinnovabili, la Regione a confronto con PMI e territori sulle aree idonee

di Matteo Scolari
Gli assessori Zecchinato e Bitonci presentano le linee guida del nuovo Piano energetico regionale. Il Veneto punta a 5,8 GW di rinnovabili entro il 2030.

Il Veneto accelera sulla transizione energetica e fissa un obiettivo ambizioso: raggiungere 5,8 gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili entro il 2030. È questo uno dei punti centrali del confronto che si è svolto questa mattina a Venezia, nella sede regionale di Palazzo Grandi Stazioni, dove gli assessori regionali Marco Zecchinato (Governo del territorio) e Massimo Bitonci (Politiche energetiche) hanno incontrato rappresentanti delle principali associazioni di categoria, ordini professionali e operatori del sistema energetico e produttivo.

Al centro dell’incontro la condivisione delle linee guida del nuovo Piano Energetico Regionale, con particolare attenzione all’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e alla definizione del Piano delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT).

«Riteniamo questo incontro fondamentale – ha sottolineato l’assessore Massimo Bitonci –: abbiamo bisogno del contributo di tutti i soggetti coinvolti per arrivare in Giunta con un testo condiviso e aderente alle necessità del territorio. Il Veneto si pone come prima Regione in Italia nel realizzare una mappatura urbanistica così puntuale, mettendo a sistema i piani provinciali e comunali».

Bitonci ha evidenziato come l’attuale contesto internazionale renda sempre più urgente accelerare lo sviluppo delle rinnovabili: «Siamo in una fase di grave crisi energetica e le Regioni possono dare un contributo decisivo al fabbisogno nazionale favorendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Non c’è solo il fotovoltaico: guardiamo anche a idroelettrico, geotermia e biomasse, sempre nel rispetto della normativa nazionale».

Tra gli obiettivi della Regione anche una maggiore semplificazione amministrativa. «Vogliamo eliminare passaggi superflui, approfondire l’insediamento nelle zone artigianali e semplificare i processi per l’agrivoltaico, nel rispetto delle istanze dei territori», ha aggiunto l’assessore.

Attualmente il Veneto dispone di 1,66 gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, ma il percorso verso il target del 2030 richiederà un’accelerazione significativa. «Il traguardo è ambizioso – ha proseguito Bitonci – ma necessario. Puntiamo anche a rilanciare con forza le Comunità energetiche, che stanno mostrando margini di crescita molto importanti».

Sul piano della pianificazione territoriale, l’assessore Marco Zecchinato ha spiegato che il nuovo piano nasce con un approccio di ampia condivisione con i soggetti del territorio. «Stiamo lavorando per superare i precedenti criteri di idoneità delle aree, ormai superati dalla normativa europea e nazionale, restituendo alla Regione un ruolo centrale di regia».

Una delle principali novità riguarda l’individuazione di aree “super idonee”, che saranno inserite nel Piano di accelerazione attualmente in fase di predisposizione. «In queste zone strategiche – ha precisato Zecchinato – una volta completata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) non sarà più necessario sottoporre i singoli progetti a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Si tratta di una scelta che punta a garantire maggiore efficacia ed efficienza, rispondendo anche alle richieste di comuni ed enti locali».

La necessità di procedere rapidamente è legata anche alle tensioni sui mercati energetici. «Procedere velocemente non è più un’opzione ma un dovere – ha concluso Zecchinato –. In pochi giorni di crisi internazionale il costo dei combustibili fossili è aumentato di 3 miliardi di euro, mentre cresce la domanda di energia legata anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Per questo vogliamo puntare su aree già urbanizzate o degradate, per raggiungere il target dei 5,8 GW nel modo più rapido e sostenibile possibile».

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