Carlo Trestini - presidente ANCE VERONA (7)
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Caro petrolio, l’allarme di ANCE Verona: «Rincari e ritardi nei cantieri»

di Redazione
Le tensioni internazionali fanno volare i prezzi di bitume e acciaio. Il presidente Carlo Trestini segnala difficoltà per le imprese veronesi: a rischio anche i cronoprogrammi del PNRR.

Le tensioni geopolitiche internazionali e l’impennata del prezzo del petrolio colpiscono duramente i cantieri di Verona. ANCE Verona, il collegio dei costruttori edili, segnala un aumento significativo dei costi dei materiali e pesanti ritardi nelle forniture. La situazione sta già influenzando l’organizzazione del lavoro e il rispetto dei contratti.

Materiali e logistica sotto pressione

I rincari non colpiscono solo i derivati petrolchimici come il bitume. La crisi si è estesa rapidamente all’acciaio e ai costi legati alla logistica e ai trasporti. Molte aziende associate hanno segnalato negli ultimi giorni una difficoltà crescente nel reperire le materie prime necessarie per proseguire i lavori.

«Già dalla scorsa settimana – spiega il presidente di ANCE Verona, Carlo Trestini – stiamo ricevendo segnalazioni di aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione e di maggiori costi di trasporto. Gli effetti delle tensioni internazionali sulle materie prime sono già evidenti e stanno interessando l’intera filiera dell’edilizia».

L’incognita PNRR

L’allarme dei costruttori riguarda da vicino anche le opere pubbliche. I ritardi nelle consegne potrebbero infatti compromettere le scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Molte imprese veronesi stanno compiendo sforzi straordinari per restare nei tempi, ma l’incertezza sulle forniture mette a rischio i cronoprogrammi stabiliti.

Le richieste al Governo

Secondo l’associazione di categoria, le imprese non possono affrontare da sole il peso economico di questa crisi. ANCE Verona chiede quindi interventi tempestivi alle istituzioni.

«È fondamentale – conclude Trestini – adottare strumenti che consentano di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi dei materiali e prevedere misure specifiche anche per quei prodotti che non sono direttamente soggetti ad accise, oltre a valutare eventuali proroghe sui termini di fine lavori».

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