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Made in Italy, il Veneto dice stop all’“ultima trasformazione”: approvata la mozione Coldiretti

di Matteo Scolari
Il Consiglio regionale, con una mozione a prima firma di Alberto Bozza, chiede la modifica del codice doganale Ue. In gioco trasparenza, concorrenza e valore della filiera agroalimentare.

Il Consiglio regionale del Veneto approva la mozione proposta da Coldiretti per chiedere una revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, aprendo un nuovo fronte istituzionale nella battaglia contro l’italian sounding e le distorsioni normative che incidono sulla competitività del Made in Italy.

«Raccogliamo una richiesta del mondo agricolo e di tutta la filiera agro-alimentare: anche in materia doganale va chiarital’esatta zona di produzione del prodotto agroalimentare e il luogo di trasformazione finale. In questo modo si dà una corretta informazione ai consumatori, senza generare confusione» afferma il capogruppo di Forza Italia Alberto Bozza, dopo che il Consiglio ha approvato la mozione di FI – con primo firmatario lo stesso Bozza – che impegna la Giunta ad attivarsi con Governo (in particolare il Ministero dell’Agricoltura) e Ue per ottenere la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.

Il consigliere regionale Alberto Bozza, primo firmatario della mozione in Consiglio regionale.
Il consigliere regionale Alberto Bozza, primo firmatario della mozione in Consiglio regionale.

Si chiede di introdurre criteri di trasparenza e, in particolare, di rivedere l’articolo 60 del regolamento europeo 2013/952 Codice Doganale dell’Unione (Cdu), per cui – secondo il criterio dell’origine non preferenziale – le merci prodotte in più Paesi sono considerate originarie del Paese in cui hanno subito l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale. «Ma questo – dice Bozza – può ingannare il consumatore finale a ritenere di origine italiana il prodotto agroalimentare che invece di fatto proviene da altri Paesi, con standard qualitativi e di prezzo nettamente inferiori a quelli italiani, e che è stato semplicemente “trasformato” in Italia”».

Pertanto, chiarisce Bozza, «risulta opportuno, in un’ottica di trasparenza, prevedere che l’individuazione della provenienza del prodotto agroalimentare sia posta in stretta dipendenza dal luogo di sua effettiva produzione e non dal luogo di ultima trasformazione».

Le voci di Coldiretti

«La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola e gli agricoltori il diritto di non subire concorrenza sleale. L’approvazione di questa mozione, per cui ringraziamo questo nuovo esecutivo che ne ha sposato subito e in toto il senso, rappresenta un segnale politico chiaro e importante».

Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.
Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.

Nel mirino c’è il principio dell’“ultima trasformazione”, che consente di etichettare come italiani prodotti la cui materia prima proviene dall’estero ma subisce in Italia una lavorazione finale. «Questa norma consente di etichettare come Made in Italy prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Salvan –. I casi sono molteplici dai petti di pollo stranieri che vengono semplicemente panati in Italia alle cosce di maiale olandesi e danesi che vengono salate qui per essere esportati tutti come prodotti tricolore».

La posta in gioco è rilevante per un territorio come il Veneto, dove l’agroalimentare rappresenta un asset strategico in termini di export, occupazione e valore aggiunto. L’obiettivo dichiarato è escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale europeo e adottare come unico criterio di origine il luogo reale di provenienza delle materie prime.

«La battaglia contro l’inganno sull’origine è il cuore della difesa del Made in Italy che da oltre 30 anni Coldiretti conduce senza sosta ed esitazioni – conclude Salvan –. Avere al nostro fianco la Regione Veneto significa dare ancora più forza alla nostra petizione popolare che ha raccolto oltre un milione di firme. L’obiettivo è garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una tutela reale del nostro patrimonio agroalimentare. Il voto del Consiglio regionale va in questa direzione ed è un passo decisivo».

Alex Vantini, presidente Coldiretti Verona.
Alex Vantini, presidente Coldiretti Verona.

Da Verona arriva ora la richiesta di un allargamento del fronte istituzionale. «Ora – aggiunge Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – ci aspettiamo che tutte le amministrazioni comunali veronesi e italiane sostengano con forza la stessa iniziativa approvando al più presto la stessa mozione nei propri consigli comunali».

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