Andrea Garonzi e Mirko Sella
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Mirko Sella eletto nuovo presidente di Cia Verona

di Redazione
Viticoltore e olivicoltore di Mezzane, Sella succede ad Andrea Lavagnoli.

È Mirko Sella, viticoltore e olivicoltore di Mezzane, il nuovo presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona. A eleggerlo è stata l’assemblea riunita oggi al Crowne Plaza di Verona. Ad affiancare il presidente, che succede ad Andrea Lavagnoli, sarà il vicepresidente Andrea Garonzi, titolare dell’azienda lattiero-casearia di famiglia a Mozzecane e una giunta composta da giovani e donne.

Sella, 47 anni, è titolare dell’azienda agricola San Cassiano, che comprende la cantina e svariati ettari di vigneto e oliveto, ed è vicepresidente uscente di Cia Verona e presidente della Commissione prezzi vitivinicola nella Borsa Merci della Camera di Commercio di Verona. “Sono orgoglioso della fiducia che mi è stata accordata – ha detto -. Il pilastro fondamentale del mio mandato sarà riaffermare il ruolo centrale dell’agricoltore nella tenuta dell’equilibrio ambientale e della biodiversità, intesa come sostenibilità della catena vegetale-animale nella nostra provincia e difesa dal rischio idrogeologico. Presenteremo presto un progetto Life europeo incentrato sulla ricostruzione dell’equilibrio del territorio, che negli ultimi quarant’anni è mancato a causa della diminuzione del 70% del numero di agricoltori. Il risultato è stata la perdita del 70% di biodiversità, che ha determinato un’interruzione della catena insetti-uccelli e la scomparsa di molte specie arboree che ci tutelavano. Di qui il dissesto idrogeologico e il rischio di possibili disastri ambientali come le alluvioni”.

Secondo il neo presidente «va riconosciuto il ruolo dei produttori agricoli, che, in base ad uno studio realizzato con la Camera di Commercio che presenteremo al Vinitaly, rappresentano solo il 6% della popolazione, ma muovono più della metà nell’economia veronese. Se consideriamo la produzione agricola, la grande concentrazione avicola, tutta l’industria dolciaria che ruota attorno, il vino con la logistica e l’indotto, oltre a mezzi e attrezzi agricoli prodotti a Verona, il bilancio è molto importante».

Altro punto su cui il sindacato dovrà battere è la necessità di garantire una redditività all’agricoltore: «Tra l’aumento dei costi di produzione e il peso della burocrazia molte aziende non riescono più a stare sul mercato – ricorda Sella -. Soprattutto dopo la guerra in Ucraina, il costo di energia e materie prime è diventato proibitivo, mentre i prezzi pagati ai produttori sono rimasti al palo».

Il vicepresidente Andrea Garonzi si è soffermato sul difficile momento del settore lattiero-caseario di Cia Verona: «Da una fase positiva, in meno di cento giorni sembra che si sia capovolto il mondo. Alti e bassi di mercato ci sono sempre stati, ma stavolta c’è uno strappo drastico, con confusione totale, prezzi in altalena e speculazioni in corso. Dobbiamo lavorare per restituire dignità a chi produce latte, settore molto importante per Verona, con centinaia di realtà aziendali che hanno compiuto importanti investimenti».

Marta Turolla, direttore di Cia – Agricoltori Italiani Verona, ha salutato i numerosi rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni presenti all’assemblea. «Le associazioni agricole sono chiamate a rispondere in modo concreto ai bisogni delle imprese, delle famiglie e dei territori – ha sottolineato -. Viviamo in una fase in cui dobbiamo misurarci con sfide decisive, come le conseguenze dell’accordo Mercosur e l’avvio della nuova Pac. In questo contesto diventa fondamentale spingere tutti insieme verso obiettivi comuni. Proviamo a cogliere gli sforzi di coloro che operano in questo territorio per consolidare un’agricoltura che è tra le prime nel nostro Paese. L’agricoltura non produce merci, ma cibo. E produrre cibo è, nella sua natura profonda, un lavoro per la pace».

All’assemblea erano presenti Nadia Romeo, deputato della Camera e membro della commissione Agricoltura e il consigliere regionale Alberto Bozza.

«L’agricoltura è un valore economico e sociale, che genera ricchezza, identità e occupazione – ha detto Romeo -. È un presidio del territorio e del paesaggio. È produzione di cibo di alta qualità, dato che la cucina italiana è diventata patrimonio Unesco. Perciò dobbiamo tutelare i nostri prodotti, come con il trattato Mercosur, per garantire reciprocità di condizioni e regole tra i diversi player. Verona ha eccellenze riconosciute a livello internazionale: dobbiamo individuare insieme i migliori percorsi per sostenere l’agricoltura, garantire la giusta remunerazione con un reddito equo e affrontare le sfide del mercato globale».

“Occorre cambiare le politiche regionali e rimettere l’agricoltura al centro del sistema economico – ha detto Bozza -. La nostra provincia è tra le prime in Italia e in Europa grazie alla capacità, alle nuove tecnologie e alla caparbietà dei nostri produttori, che hanno creato un’agricoltura di qualità in un territorio che spazia dalla pianura al lago e alla collina. L’agricoltore è il primo custode dell’ambiente e va tutelato, facendo sistema tutti insieme anche in Europa, che spesso non valorizza le nostre peculiarità”.

In platea anche Giacomo Beltrame, presidente dell’ente bilaterale per l’agricoltura veronese Agribi; Alessio Albertini, sindaco di Belfiore; Ermanno Anselmi, presidente del Gal Baldo-Lessinia; Marco Dallamano, presidente di Verona Mercato; Barbara Ferro, amministratore delegato di Veronafiere; Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio di Verona; Davide Ronca, presidente del Codive; Christian Marchesini, presidente del Consorzio vini Valpolicella; Francesca Aldegheri, vicepresidente di Confagricoltura Verona; Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona; Rosario Di Legami, avvocato e amministratore giudiziario.

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