Banco BPM chiude il 2025 con utili record: oltre 2 miliardi e dividendo a 1 euro per azione
di Matteo ScolariIl Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, riunitosi il 5 febbraio a Milano sotto la presidenza di Massimo Tononi, ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2025, che confermano un anno di redditività record per il gruppo bancario, fortemente radicato anche nel Veneto e nel territorio veronese, dove opera a supporto di famiglie e imprese. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, tensioni sui mercati e incertezza macroeconomica, Banco BPM ha chiuso l’esercizio con un utile netto pari a 2,082 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,920 miliardi del 2024.
A livello adjusted, il risultato netto si attesta a 1,859 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, a conferma della solidità del modello di business e della qualità della gestione operativa. I proventi operativi raggiungono i 5,955 miliardi di euro, con una crescita del 4,4%, mentre il risultato della gestione operativa sale a 3,216 miliardi, segnando un incremento del 5,5% su base annua.
Le grandezze patrimoniali confermano un profilo di assoluta solidità. La raccolta diretta bancaria si attesta a 137,2 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto a fine 2024, mentre la raccolta indiretta raggiunge i 286 miliardi di euro, beneficiando anche dell’apporto del Gruppo Anima. Gli impieghi netti performing core si attestano a 94,2 miliardi, con nuove erogazioni per 28,3 miliardi di euro, dato particolarmente rilevante per il tessuto produttivo del Nord Est e del Veneto.

Prosegue il miglioramento della qualità del credito: l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti lordi scende al 2,2% dal 2,8% di fine 2024, mentre lo stock dei crediti deteriorati netti si riduce a 1,2 miliardi di euro, in calo del 23,1%. In parallelo, il costo del credito diminuisce a 40 punti base, mantenendo al contempo elevati livelli di copertura.
Molto solida anche la posizione patrimoniale, con un CET1 ratio fully phased pari al 13,58% e un MDA buffer di 408 punti base, valori che collocano Banco BPM tra gli istituti più robusti del sistema bancario italiano. La liquidità complessiva si attesta a 53,7 miliardi di euro, con indicatori regolamentari ampiamente sopra i requisiti minimi (LCR al 147% e NSFR al 126%).
Alla luce dei risultati conseguiti e della significativa capacità di generazione organica di capitale, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea dei Soci la distribuzione di un dividendo cash di 0,54 euro per azione, che, sommato all’acconto di 0,46 euro già pagato a novembre 2025, porta la remunerazione complessiva a 1 euro per azione, per un controvalore totale di 1,51 miliardi di euro. Il pagamento è previsto per il 22 aprile 2026, subordinatamente all’approvazione assembleare.
È prevista inoltre la destinazione di 6 milioni di euro dell’utile netto a finalità di assistenza, beneficenza e pubblico interesse, in linea con l’attenzione del gruppo ai temi sociali e al sostegno dei territori di riferimento.
Nel complesso, come evidenziato nel comunicato, «l’elevata e sostenibile redditività che ha caratterizzato il 2025 – frutto di un modello di business rafforzato e diversificato – dovrebbe consentire anche nel 2026 di superare il risultato pre-tasse previsto nel Piano Strategico», confermando gli obiettivi di distribuzione nonostante gli headwinds fiscali e gli oneri sistemici. Un quadro che rafforza il ruolo di Banco BPM come attore di riferimento per il credito e lo sviluppo economico anche in Veneto e a Verona, territori chiave per la crescita futura del gruppo.
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