Vinitaly.USA, nel 2026 la rassegna del vino italiano approda a New York
di Matteo ScolariÈ New York City la nuova frontiera di Vinitaly.USA, la rassegna internazionale dedicata al vino italiano organizzata da Veronafiere – Vinitaly in collaborazione con ITA-Italian Trade Agency. La terza edizione è in programma lunedì 26 e martedì 27 ottobre 2026 al Pier 36, segnando un passaggio strategico dopo le prime due tappe a Chicago e confermando l’evoluzione graduale di un progetto pensato per rafforzare in modo strutturato la presenza del vino italiano negli Stati Uniti.

La scelta di New York City risponde a una logica di mercato ben definita. Lo Stato di New York rappresenta infatti il 6,5% del consumo totale di vino negli Stati Uniti, posizionandosi come terzo mercato nazionale dopo California e Texas e come primo Stato del Nord Est, area che da sola vale il 34% dei consumi regionali. Un territorio in cui il vino è parte integrante dello stile di vita urbano e culturale, sostenuto anche da una rete di 930 ristoranti italiani, pari al 10,9% del totale, oggi ulteriormente valorizzata dal riconoscimento Unesco alla Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
«Vinitaly.USA 2026 si rivolge a produttori, consorzi, importatori, distributori, operatori Ho.Re.Ca. e stakeholder istituzionali interessati a partecipare a un progetto che mette al centro qualità, contenuti e relazioni di lungo periodo, contribuendo in modo concreto allo sviluppo del vino italiano negli Stati Uniti», sottolinea Federico Bricolo, presidente di Veronafiere. Chicago, spiega, ha rappresentato il contesto ideale per l’avvio di un format B2B a vocazione nazionale; New York è oggi un naturale salto di scala, capace di rafforzare il dialogo con i principali centri decisionali del mercato americano senza modificare l’impianto strategico della manifestazione.

L’area newyorkese concentra infatti importatori, distributori multi-statali, centrali d’acquisto e grandi gruppi della ristorazione e del retail, con decisioni che incidono direttamente su assortimenti, listini e strategie commerciali a livello nazionale. In questo contesto, Vinitaly.USA rafforza il proprio ruolo di piattaforma di riferimento per il vino italiano negli Stati Uniti, puntando su un pubblico abituato a lavorare su fasce di prezzo medio-alte e premium e attento a origine, identità territoriale e qualità del prodotto.
«Vinitaly USA è un progetto sul quale l’ITA-Italian Trade Agency ha creduto fin dalla prima edizione – afferma Matteo Zoppas, presidente di ITA –. Abbiamo lavorato sulla qualità degli operatori internazionali e sullo sviluppo delle relazioni commerciali, con l’obiettivo di colmare il vuoto lasciato dall’assenza di una vera fiera del vino negli Stati Uniti. Rinnoviamo il nostro sostegno a un progetto concreto e opportuno, soprattutto in una fase delicata per il comparto, segnata da dazi, cambio euro-dollaro e da un comportamento dei consumatori più moderato».

I dati di mercato confermano la coerenza del posizionamento. Tra i consumatori ad alta spesa, il 37% dichiara un reddito annuo fino a 149 mila dollari e il 32% oltre i 150 mila, con un consumo di vino tra due e cinque volte a settimana per il 44% degli intervistati. La spesa media per bottiglia supera i 30 dollari per oltre la metà del campione e, dopo i vini californiani, quelli italiani risultano i più scelti, davanti a quelli francesi. Un pubblico competente, coinvolto e consapevole, che considera il vino una componente rilevante della propria quotidianità.
New York offre inoltre un ecosistema unico in termini di visibilità e influenza, grazie alla forte concentrazione di stampa specializzata e opinion leader, consentendo agli espositori di estendere l’impatto della manifestazione ben oltre i giorni dell’evento. L’edizione newyorkese di Vinitaly.USA si inserisce così nella strategia internazionale di Veronafiere, sviluppata con ITA, che affianca alla promozione del vino italiano anche Vinitaly Tourism e SOL Expo, con l’obiettivo di sostenere in modo sistemico filiere, territori ed eccellenze del Made in Italy sui mercati internazionali ad alto potenziale.
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