Polizze catastrofali obbligatorie: dal 2026 senza copertura niente credito per le PMI
di Matteo ScolariIl conto alla rovescia è iniziato: dal 1° gennaio 2026 le piccole e medie imprese dovranno essere dotate di una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali per poter accedere alle garanzie del Fondo di Garanzia per le PMI gestito da Mediocredito Centrale. In assenza della copertura, l’accesso al credito garantito sarà precluso, con conseguenze rilevanti per la liquidità e gli investimenti delle aziende. Obbligo polizze ctastrofali – D…

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 senza sanzioni dirette, sta assumendo un peso concreto sul piano operativo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti chiarito che la mancanza della polizza comporterà la perdita progressiva di diversi incentivi pubblici, dalle agevolazioni per le start-up innovative agli interventi per le aree di crisi industriale. «Ora, con la possibile esclusione anche dal Fondo di Garanzia, la partita diventa seria e preoccupante, soprattutto per territori produttivi come il Veneto», sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Verona, Devis Zenari.
Il nodo è particolarmente critico perché il Fondo di Garanzia rappresenta uno strumento essenziale per l’accesso al credito. «Circa il 60% delle PMI italiane utilizza il Fondo per finanziare la propria attività – evidenzia il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto –. «Le imprese prive di polizza catastrofale rischiano l’esclusione da contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche, in sostanza da bandi, aiuti statali e regionali». Un cambiamento che rischia di colpire in modo trasversale il sistema produttivo, in una fase già complessa per costi, investimenti e transizioni in corso.

Dal territorio veronese arriva una richiesta chiara di attenzione e di regole condivise. «Gli imprenditori non vogliono sottrarsi alle proprie responsabilità – chiarisce Zenari –. La polizza catastrofale è uno strumento di prevenzione, ma non può diventare l’ennesimo ostacolo all’accesso al credito: servono standard minimi uniformi per evitare forti differenze territoriali nei costi e nelle condizioni. Senza trasparenza e regole chiare, l’obbligo rischia di trasformarsi in una penalizzazione per le PMI».
Per accompagnare le imprese nell’adeguamento, Confartigianato ha attivato strumenti operativi a livello nazionale, in collaborazione con Artigian Broker e con la piattaforma digitale sviluppata insieme all’insurtech Yolo, che consente di ottenere preventivi personalizzati, sottoscrivere online la polizza e ricevere la certificazione richiesta dalla normativa. «Una soluzione pensata per ridurre burocrazia e tempi di attesa – spiega la segretaria provinciale Giorgia Speri – garantendo condizioni trasparenti e un percorso più lineare per mettersi in regola. Le imprese possono rivolgersi ai nostri uffici per informazioni, consulenza e supporto nella stipula della polizza Cat Nat, pensata appositamente per gli imprenditori, anche a costi accessibili».
L’obbligo assicurativo si inserisce in uno scenario aggravato dagli effetti del cambiamento climatico, sempre più frequenti e costosi. Secondo il Rapporto ARERA, nel solo 2024 si sono verificati 351 eventi meteorologici estremi, mentre Eurostat ed EEA stimano in 43,7 miliardi di euro i danni subiti dall’Italia negli ultimi cinque anni. Il Veneto è tra le aree più esposte: il 55% della superficie regionale presenta un rischio elevato, soprattutto per le alluvioni, e oltre 225mila imprese operano in zone a rischio idrogeologico significativo.
Per quanto riguarda la provincia di Verona, il rischio principale è quello idraulico. «Le aziende esposte a pericolosità elevata per alluvioni sono 3.860, a rischio medio 4.438 e a rischio basso 6.653 – dettaglia Zenari – mentre il rischio frana riguarda complessivamente 233 unità operative». Numeri che rendono evidente come il tema delle coperture assicurative non sia teorico, ma direttamente collegato alla continuità operativa delle imprese.
Anche il costo economico degli eventi estremi è destinato a crescere: uno studio della BCE e dell’Università di Mannheim stima danni per 11,9 miliardi di euro solo nell’estate 2024, con una possibile salita a 34,2 miliardi entro il 2029. Un impatto che colpisce in particolare il manifatturiero e le imprese idroesigenti, in un contesto di crescente pressione sulle risorse e infrastrutture.
«La copertura assicurativa è uno strumento utile per mitigare i danni e tutelare la continuità aziendale – conclude Zenari – ma è fondamentale che non diventi una barriera proprio nel momento in cui le imprese sono chiamate a investire in transizione digitale, sostenibilità e competitività». Un messaggio che, dal territorio veronese, rilancia il tema di un equilibrio necessario tra tutela, accesso al credito e sviluppo economico.
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