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Maurizio Voi (ANACI Veneto): «L’amministratore è un professionista immobiliare»

di Matteo Scolari
Il direttore regionale del Centro Studi ANACI Veneto sottolinea l’importanza di considerare le spese condominiali già al momento dell’acquisto o dell’affitto di un immobile. «Non basta guardare al prezzo: servono consapevolezza e una gestione professionale».

Essere proprietari di casa non significa solo godere di un bene rifugio: spesso i costi di gestione e manutenzione trasformano l’immobile in un impegno gravoso. Ne è convinto Maurizio Voi, direttore regionale del Centro Studi ANACI Veneto, che a Focus Verona Economia ha spiegato come la figura dell’amministratore debba essere riconosciuta non più solo come “condominiale”, ma come professionista della gestione immobiliare a 360 gradi.

Direttore Voi, lei ha sottolineato come spesso non venga considerato il costo reale di un immobile. Cosa intende?

Quando si acquista o si affitta una casa ci si concentra quasi esclusivamente sul prezzo di vendita o sul canone, senza valutare le spese di gestione. Le spese condominiali sono un capitolo rilevante: manutenzione dell’ascensore, pulizie, giardino, normative stringenti su impianti e acqua potabile. Tutti costi che incidono sul bilancio mensile e annuale di chi vive l’immobile. Capita che un nuovo proprietario compri pensando di aver fatto un affare, salvo poi scoprire il giorno dopo che va rifatto il tetto o sostituita la centrale termica.

Questi costi spesso generano tensioni tra condomini.

Sì, perché se due su dieci non pagano, gli altri otto devono comunque far fronte alle spese. L’amministratore deve chiedere contributi, i manutentori se non ricevono i pagamenti smettono di lavorare, e si generano disservizi. A quel punto subentrano recriminazioni e persino cause legali. Verona non è estranea a situazioni del genere.

Lei parla spesso di “amministratore immobiliare”. Perché questa definizione?

Perché l’amministratore oggi non è più solo il custode del condominio. È un professionista della gestione immobiliare, preparato a tutelare e valorizzare il patrimonio dei condomini. La gestione non deve essere solo conservativa – intervenire quando qualcosa si rompe – ma dinamica: prevenire, pianificare, proporre soluzioni. Questo richiede competenze giuridiche, tecniche e persino psicologiche.

Quali sono le principali sfide quotidiane di un amministratore?

Prima di tutto la gestione dei mancati pagamenti e delle tensioni assembleari. Ma anche l’attenzione ai costi energetici, ai contratti di fornitura, alla manutenzione programmata. Un amministratore accorto non aspetta di dover sostituire l’intero ascensore, ma pianifica interventi graduali su cabina e pulsantiera. Inoltre deve gestire temi complessi come l’abbattimento delle barriere architettoniche, la privacy nell’installazione di telecamere, le normative sugli affitti brevi.

Il Superbonus è stato una risorsa o un problema?

Direi che su 100 interventi, 20 sono stati un bene, 80 hanno creato criticità. Ha aperto possibilità, ma anche lasciato tanti problemi irrisolti nella gestione condominiale.

Qual è l’auspicio per il futuro della sua categoria?

Che cresca la consapevolezza che dietro il condominio c’è un patrimonio da gestire con professionalità. Il nostro obiettivo è favorire il dialogo tra condomini e amministratori, per trasformare le assemblee da luogo di scontro a spazio di collaborazione. Lo definiamo “gestione dello spazio costruito”: non solo mura, ma persone e relazioni che vanno governate con equilibrio e preparazione.

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