Carceri, allarme dei sindacati: nel Triveneto servono 200 agenti subito
di Matteo ScolariLe segreterie regionali del Triveneto dei sindacati della Polizia penitenziaria alzano il livello di guardia: «Triveneto dimenticato: personale al collasso, servono 200 unità subito.» A fronte della conclusione del 185° corso di formazione per Agenti/Assistenti, al distretto sono state destinate appena 30 unità, un contingente giudicato «irrisorio» rispetto al fabbisogno reale e alle criticità operative accumulate negli anni.
Nel mirino delle organizzazioni c’è la sotto-dotazione strutturale che interessa anche gli istituti veneti, aggravata da nuove aperture e ristrutturazioni e da turnazioni su tre quadranti a 8 ore, con effetti diretti su straordinari, ferie e tenuta dei servizi. Le sigle ricordano che le piante organiche aggiornate non sono state tradotte in assegnazioni coerenti, lasciando reparti «allo stremo» e alimentando un clima di tensione che rischia di riflettersi sulla sicurezza interna ed esterna. «Il risultato? Istituti al collasso, personale allo stremo, e diritti alla mobilità negati.»

Da qui la richiesta di un cambio di rotta immediato: almeno 200 unità aggiuntive per il Triveneto, revisione dei criteri di distribuzione del personale su base dati reali e l’apertura di un tavolo di confronto a livello nazionale e regionale su mobilità e assegnazioni, con priorità alle aree più in sofferenza. Le segreterie avvertono che, in assenza di risposte «concrete e tempestive», sono pronte a mettere in campo «tutte le azioni necessarie» per tutelare il personale. «Il silenzio non è più accettabile. Il Triveneto merita rispetto, risorse e ascolto.» Per il Veneto, dove il sistema carcerario è già sotto pressione, l’esito della vertenza peserà su organizzazione dei turni, costi del lavoro straordinario e qualità dei servizi essenziali.
Le sigle firmatarie del comunicato sono SAPPE, SINAPPE, OSAPP, UILPA, USPP e FNS-CISL, che ribadiscono la centralità del distretto del Triveneto e l’urgenza di colmare il divario nelle dotazioni organiche per garantire sicurezza, diritti e continuità operativa negli istituti penitenziari del territorio.
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