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Sanità privata, riuscito lo sciopero per il contratto. Soddisfatta la FP CGIL

di Matteo Scolari
A Verona e in tutto il Veneto lavoratrici e lavoratori si mobilitano per il rinnovo del CCNL. FP CGIL attende la convocazione della Prefettura per affrontare i nodi irrisolti dei servizi minimi.

Nella giornata di giovedì 22 maggio si è tenuto lo sciopero nazionale della sanità privata, indetto per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro Aris Sanità Privata e Aris RSA. Una protesta forte, partecipata, che ha visto anche la mobilitazione dei lavoratori veronesi, malgrado le difficoltà imposte da interpretazioni unilaterali e penalizzanti delle norme sui servizi minimi.

«Ringraziamo di cuore chi ha aderito allo sciopero, chi ha partecipato alla manifestazione regionale a Venezia, chi ha trovato modalità alternative per esprimere dissenso» – ha dichiarato Antonio de Pasquale, segretario generale di FP CGIL Verona. Il ringraziamento è esteso a tutte e tutti coloro che, nonostante le pressioni subite e i messaggi intimidatori da parte di alcuni direttori generali, hanno scelto di non rimanere in silenzio.

Secondo FP CGIL Verona, l’adesione allo sciopero è stata un segnale forte e chiaro lanciato a un settore che, nonostante abbia registrato un incremento di produttività e ricchezza, continua a negare aumenti salariali significativi a lavoratrici e lavoratori che ne sono parte essenziale.

Antonio De Pasquale.

Nel mirino del sindacato anche l’atteggiamento delle aziende che, approfittando della normativa sui servizi minimi, limitano di fatto il diritto allo sciopero. Una prassi contestata da FP CGIL, che ha già chiesto l’intervento della Prefettura di Verona e attende ora la convocazione di un tavolo per discutere il tema.

A fornire un quadro drammatico della situazione salariale è anche l’ultimo report dell’ISTAT, che denuncia un’inflazione del 21,6% tra il 2019 e il 2024, a fronte di un incremento delle retribuzioni medie di appena 10,1%, con un recupero solo parziale tramite contrattazione decentrata. Il risultato è una perdita media del potere d’acquisto del 4,4% – peggiore rispetto a Francia, Germania e Spagna.

«Chi è rimasto a bocca asciutta in questi anni, come i lavoratori della sanità privata, versa oggi in una condizione molto delicata – ha aggiunto De Pasquale – una situazione che merita rispetto, comprensione e azioni concrete da parte delle istituzioni e delle parti datoriali».

Il sindacato ribadisce infine la richiesta di rinnovo immediato del contratto nazionale, con aumenti salariali reali e riconoscimento pieno del lavoro svolto. La mobilitazione proseguirà finché non ci saranno risposte adeguate.

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