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Con Vecomp l’informatica incontra la cultura d’impresa e l’etica organizzativa

di Redazione
Ospite della trasmissione Obiettivo Sostenibilità, Francesco Masini, responsabile comunicazione di Vecomp, che ha raccontato l'evoluzione e l'impegno sostenibile dell'azienda veronese.

Prosegue il viaggio di Obiettivo Sostenibilità 2025, il format quotidiano in onda su Radio Adige TV condotto da Matteo Scolari e promosso da Verona Economia, con il supporto di Vetrocar e ForGreen, in collaborazione con UniCredit e la partnership tecnica di IPLUS.

Protagonista di questa puntata è Vecomp, azienda veronese nata nel 1981 e oggi punto di riferimento nel settore dei software gestionali. A raccontare l’evoluzione e l’impegno sostenibile dell’impresa è Francesco Masini, responsabile comunicazione.

Vecomp si prepara a festeggiare 45 anni di attività nel 2026. Com’è cominciata la vostra storia?

Siamo nati nel 1981, agli albori della prima informatizzazione degli studi professionali, in particolare dei commercialisti. All’inizio ci occupavamo principalmente di hardware, ma nel tempo ci siamo evoluti verso i software gestionali. Oggi siamo distributori per la software house Sistemi nelle province di Verona, Trento e Bolzano. Abbiamo anche alcune specializzazioni in mercati specifici come quello vitivinicolo e orafo, ma lavoriamo con tutte le PMI che vogliono digitalizzare la propria gestione.

Dal 2022 siete diventati Società Benefit. Cosa ha significato per voi questo passaggio?

Non è stato un cambio solo formale. Essere Società Benefit per noi significa fare meglio la nostra parte come azienda. Abbiamo affiancato agli obiettivi di profitto cinque obiettivi non profit che rappresentano la nostra identità. Lavoriamo per portare cultura nella trasformazione digitale, formiamo le persone sull’uso consapevole dell’informatica, promuoviamo una cultura d’impresa attenta alla conciliazione vita-lavoro e collaboriamo con scuole e ordini professionali per ridurre il gap tra scuola e lavoro.

Il vostro impegno si traduce anche in progetti concreti come la Vecomp Academy e il Vecomp Theater. Ce li racconti?

Sì, tutto è legato alla domanda che ci poniamo ogni giorno: “La nostra azienda sarà ancora attrattiva tra 10, 20, 30 anni?”. La risposta è sì, ma solo se continuiamo a investire nella nostra crescita e in quella delle persone. La Vecomp Academy è la nostra scuola interna, dove formiamo i collaboratori con la nostra idea di cultura informatica, mettendo al centro il volto umano della tecnologia. Il Vecomp Theater è uno spazio nato per i nostri convegni e la formazione interna, ma che oggi è aperto alla città: ospita eventi, rassegne e incontri che parlano di cultura d’impresa, economia, geopolitica e cambiamenti globali.

Anche questo è un modo per fare sostenibilità?

Assolutamente. Per noi la sostenibilità significa essere rilevanti oggi e domani. E per farlo dobbiamo aiutare le persone ad alzare lo sguardo. L’informatica diventa uno strumento, non un fine. I nostri eventi sono quasi sempre gratuiti, ospitano voci autorevoli da vari ambiti e sono momenti di confronto e crescita, sia per chi lavora in Vecomp sia per il territorio.

Avete ottenuto anche importanti certificazioni. Ce ne parli?

Siamo tra le prime aziende veronesi ad aver ottenuto la certificazione per la parità di genere, che si affianca alla certificazione per la conciliazione vita-lavoro. È un impegno concreto per costruire un’organizzazione moderna, equa e sostenibile. In più, abbiamo ottenuto il rating di legalità con il massimo punteggio e siamo al terzo bilancio di sostenibilità: strumenti che ci aiutano a misurare e comunicare il nostro impatto con trasparenza.

In conclusione, qual è il vostro messaggio per le altre imprese del territorio?

Che oggi fare impresa significa anche essere attenti al contesto, aprirsi al mondo, leggere quello che succede attorno. Solo così possiamo restare competitivi e contribuire a un’economia più consapevole. Noi cerchiamo di farlo mettendo in circolo cultura, strumenti, conoscenze. È un investimento che dà ritorni in termini di reputazione, attrattività e impatto positivo.

Nel 2026 compirete 45 anni. State già preparando qualcosa?

Sì, ci stiamo lavorando. Sarà un’occasione per festeggiare, ma anche per riflettere su cosa siamo diventati e su dove vogliamo andare. Sempre con lo sguardo in avanti.

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