Energia e gas, nel 2024 prezzi aumentati fino a un +50%
di Matteo ScolariSi è tenuto oggi l’evento “Il Peso dell’Energia: come ridurre il gap di prezzi tra Italia e Europa”, promosso da A.R.T.E. (Associazione Reseller e Trader dell’Energia) e Fondazione Think Tank Nord Est, con il patrocinio del senatore Francesco Silvestro, Presidente della Commissione Bicamerale Questioni Regionali.
L’evento, ospitato presso l’Istituto Santa Maria in Aquiro di Roma, ha evidenziato come nel 2024 i costi di gas ed energia elettrica abbiano subito aumenti considerevoli, con gravi ripercussioni per il sistema economico italiano. Nel mese di dicembre, il prezzo medio del gas ha toccato i 50 euro per megawattora, segnando un aumento del 58% rispetto ai primi mesi dell’anno. Parallelamente, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia elettrica ha raggiunto 150 euro per MWh, con un incremento del 47% da gennaio.
Secondo uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est, le imprese italiane sono state fortemente penalizzate dal divario di prezzo rispetto ad altri Paesi europei:
- Se i costi fossero stati allineati alla Spagna, le aziende avrebbero risparmiato 51 miliardi di euro tra il 2021 e il 2024.
- Con i prezzi della Germania, il risparmio sarebbe stato di 34 miliardi.
- In confronto alla Francia, la riduzione dei costi avrebbe raggiunto i 27 miliardi di euro.
L’energia rinnovabile rappresenta la chiave per affrontare questa crisi. Nel 2024, la produzione da fonti rinnovabili ha coperto oltre il 50% del fabbisogno estivo nazionale e chiuderà l’anno con una quota del 42%, in crescita rispetto al 37% del 2023 e al 31% del 2022.
Durante il convegno, Marco Ferraresi, Presidente di A.R.T.E., ha dichiarato: «Siamo a un bivio cruciale. Le rinnovabili stanno crescendo, ma occorre continuare a investire per sostenere il sistema produttivo italiano. Alternative di approvvigionamento devono essere immaginate con urgenza»
Anche Antonio Ferrarelli, Presidente della Fondazione Think Tank Nord Est, ha ribadito l’urgenza di interventi strutturali: «Il costo dell’energia frena la competitività delle imprese italiane. Serve un cambio culturale per eliminare barriere burocratiche e tecnologiche, incentivando le rinnovabili e agendo in sede europea sui meccanismi di formazione dei prezzi».
L’incontro ha ribadito come investimenti nelle rinnovabili – con un focus su sistemi di accumulo e rete di distribuzione – siano fondamentali per ridurre la dipendenza dal gas e favorire la competitività del Paese.
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