Zenari (Confartigianato): «I giovani hanno un approccio diverso, più dinamico e innovativo»
di RedazioneAll’interno della 20esima Settimana Veronese della Finanza, Focus Verona Economia, in onda su Radio Adige TV, ha ospitato Devis Zenari, presidente di Confartigianato Imprese Verona. L’intervista condotta da Matteo Scolari ha affrontato i temi chiave dell’artigianato veronese, toccando sfide attuali come la sicurezza nei cantieri, la transizione generazionale e le politiche legate alla formazione dei giovani artigiani.
Presidente, lei ha menzionato più volte l’importanza di coinvolgere i giovani nelle professioni artigiane. Come Confartigianato vi state muovendo in tal senso?
Sì, assolutamente. Il percorso continua, e stiamo lavorando molto per avvicinare i giovani all’associazionismo e alle professioni artigiane. In Confartigianato abbiamo creato un gruppo giovani, che si dedica a visitare le scuole e partecipare ai saloni dell’orientamento. Un’iniziativa molto apprezzata è quella dei direttivi itineranti: portiamo il nostro gruppo giovani a visitare le aziende, facendo in modo che possano conoscere da vicino la realtà del lavoro artigiano. Questo è il loro momento, e dobbiamo dare spazio e responsabilità ai giovani affinché possano comunicare e lavorare al fianco delle nuove generazioni.
A proposito di innovazione, parlando di transizione verso l’artigianato 5.0 e le nuove tecnologie, come si stanno preparando le imprese artigiane veronesi?
Le aziende artigiane si stanno adattando gradualmente. I giovani hanno un approccio diverso, più dinamico e innovativo, e stanno cercando non solo di lavorare, ma anche di mantenere un equilibrio con la vita privata. Questo è un punto fondamentale: le nuove generazioni vogliono aziende che offrano benessere aziendale e rispetto del tempo libero. Le tecnologie come l’intelligenza artificiale saranno determinanti per il futuro, permettendo di ottimizzare il lavoro senza sacrificare la qualità della vita.
Parliamo ora della patente a crediti per la sicurezza nei cantieri. Come stanno reagendo le imprese artigiane a questa nuova regolamentazione?
Le imprese artigiane, soprattutto le più piccole, si sono trovate spiazzate. Abbiamo subito organizzato seminari per informare i nostri associati su come adeguarsi, perché molti non sapevano nemmeno se potevano continuare a lavorare. L’idea della patente a crediti non è stata accolta con entusiasmo, perché rappresenta un ulteriore carico burocratico. Tuttavia, comprendiamo l’importanza della sicurezza e stiamo cercando di dare il massimo supporto alle imprese per navigare questa nuova realtà.
Tornando ai costi e all’impatto del superbonus, che effetto ha avuto sugli artigiani?
Il superbonus ha avuto un impatto misto. Da un lato ha permesso di far lavorare molte imprese, ma dall’altro ha creato confusione con la cessione del credito. Alcune imprese si sono trovate a fare lavori per i quali poi non hanno potuto riscuotere i pagamenti. I costi dei materiali sono aumentati, ma ciò che ha inciso maggiormente è stata la cattiva gestione del bonus da parte dello Stato. Speriamo che in futuro le politiche di incentivazione siano più chiare e ben strutturate per evitare questi problemi.
Un messaggio finale per i nostri telespettatori?
Continuiamo a lavorare per migliorare le condizioni delle imprese artigiane e rendere il nostro settore più attraente per le nuove generazioni. L’artigianato ha una grande storia in Italia, ma guardiamo al futuro con fiducia.
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