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Catullo, a rischio 60 posti della società GH. FIlt Cgil Verona: «Si va verso lo sciopero»

di Matteo Scolari
Ryanair vuole affidare l'appalto di handling a un'altra società, nel silenzio totale del Catullo secondo la sigla sindacale. Domani incontro in Prefettura, poi lo sciopero.

Nelle ultime settimane, le trattative tra i sindacati e le parti datoriali per la salvaguardia dei posti di lavoro dei 60 dipendenti di GH, società di handling dell’aeroporto Catullo di Verona, si sono rivelate infruttuose. Questo clima di tensione e incertezza è stato illustrato da Alessandro Poles, Segretario generale della FIlt Cgil Verona, per mezzo di una nota stampa ufficiale del sindacato.

Secondo le dichiarazioni di Poles, gli incontri che avrebbero dovuto affrontare la questione sono stati caratterizzati da un atteggiamento di silenzio e reticenza da parte delle controparti. Le trattative si sarebbero svolte in un contesto surreale, segnato dalla mancanza di risposte e da una certa deferenza verso Ryanair, il potente vettore che ha deciso di ritirare l’appalto a GH per affidarlo a una nuova società, Skytanking Italia. Questa decisione ha messo a rischio i posti di lavoro dei dipendenti GH, creando una situazione di profonda incertezza.

Nel comunicato, Poles ha espresso una dura critica nei confronti del gestore aeroportuale, la società Catullo, accusandola di aver convocato le parti fuori tempo massimo, oltre i termini previsti dalle procedure di raffreddamento. Questo atteggiamento, definito come un “infinito silenzio”, continua anche in vista dell’incontro programmato per giovedì 19 settembre presso la Prefettura di Verona. Poles segnala che solo un paio di aziende di handling hanno risposto alla convocazione, mentre il gestore Catullo ha mantenuto il silenzio. Di fronte a questa situazione, secondo il sindacalista, lo sciopero appare ormai inevitabile.

Poles ha sottolineato la gravità della situazione attuale, evidenziando come, da un lato, sia stata confermata una procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerebbe circa 60 lavoratori su un totale di 150, e, dall’altro, il nuovo operatore, Skytanking Italia, non aderisce ad alcun contratto collettivo nazionale. A parole, l’azienda garantisce di non voler licenziare nessuno, ma non ha fornito alcuna conferma scritta delle sue buone intenzioni. Inoltre, nel contesto dell’apertura delle procedure di mobilità, sono emerse ricerche di personale per l’aeroporto attraverso agenzie interinali del Veronese, con assunzioni a tempo determinato e l’applicazione del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Queste notizie alimentano i timori dei lavoratori. La mancanza di una chiara garanzia di trasferimento alla nuova società e di mantenimento delle condizioni retributive attuali fa temere che il cambio d’appalto possa trasformarsi in un caso di dumping contrattuale. Ciò potrebbe comportare una potenziale perdita di posti di lavoro e il peggioramento delle condizioni contrattuali di impiego per i dipendenti coinvolti.

Nel suo intervento, Poles ha richiamato l’attenzione sulla necessità di regolamentare le attività di handling all’interno dell’aeroporto veronese. Il sindacato chiede al gestore aeroportuale Catullo di utilizzare i suoi poteri per introdurre una “clausola di sito”. Questa misura, già applicata in altri aeroporti come quello di Venezia, permetterebbe di fissare un limite al numero di operatori di handling attivi nello scalo, con evidenti benefici per la sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Inoltre, la clausola garantirebbe l’applicazione della corretta tipologia di contratto di lavoro a tutti i lavoratori e stabilirebbe regole chiare in caso di cambio appalto.

La situazione appare critica, e il sindacato FIlt Cgil Verona ribadisce con forza il suo no al caos e alla precarietà all’interno di un settore così strategico e delicato come quello aeroportuale. Poles ha chiesto un intervento immediato per evitare la “giungla contrattuale” e assicurare ai lavoratori la stabilità e i diritti che meritano.

Mentre l’incontro in Prefettura si avvicina, cresce la tensione tra i lavoratori e i sindacati. L’assenza di risposte chiare da parte del gestore Catullo e la mancanza di garanzie da parte di Skytanking Italia fanno temere il peggio. Lo sciopero, ormai imminente, sembra essere l’unica via percorribile per dare voce alle preoccupazioni dei lavoratori e portare la questione all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

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