Manifattura veronese, trimestre debole con una contrazione del 3,3%
di Matteo ScolariNel secondo trimestre del 2024, l’attività manifatturiera a Verona ha registrato risultati deludenti, con una contrazione del 3,30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le previsioni per settembre indicano una flessione più contenuta, pari a -1,43%. Tuttavia, emergono segnali positivi dal fronte delle esportazioni verso i mercati extra europei, che mostrano un incremento del +3,39%. In questo contesto, il 74% delle aziende locali dichiara di avere prospettive di lavoro a medio-lungo termine, un dato che offre una nota di ottimismo nonostante le difficoltà.
L’utilizzo della capacità produttiva rimane sostanzialmente invariato, con il 61% delle aziende che segnala un utilizzo normale o soddisfacente, mentre il 39% lo ritiene insoddisfacente. Le vendite interne in Italia sono diminuite dell’1,37% rispetto all’anno precedente, una lieve ripresa rispetto al calo del 3,36% del primo trimestre. Le vendite verso i mercati dell’UE, invece, registrano una flessione più marcata del 2,57%.
Parallelamente, il secondo trimestre del 2024 ha visto un leggero incremento dei prezzi sia per le materie prime (+0,44%) che per i prodotti finiti (+0,33%). La fiducia tra gli imprenditori rimane stabile ma ancora fragile, con un indice di 5,2 su una scala da 1 a 10. Solamente il 20% degli intervistati prevede un aumento della produzione nel prossimo trimestre, mentre il 45% ritiene che rimarrà invariata e il 35% prevede una contrazione.
L’incertezza economica si riflette anche nelle intenzioni di investimento: il 68% degli imprenditori prevede di aumentare o mantenere stabili i propri investimenti nei prossimi 12 mesi, in calo rispetto al 72% della precedente rilevazione. Nel settore dei servizi, il 86% delle imprese segnala un fatturato stabile o in crescita.

Raffaele Boscaini, Presidente di Confindustria Verona, ha commentato che «il quadro economico si mantiene incerto. La debole prospettiva di inversione di tendenza non ha trovato conferma nei dati di consuntivo. Tuttavia, le vendite extra UE confermano la forza del nostro tessuto economico, influenzato dalla sua apertura internazionale».
Boscaini ha anche sottolineato l’impatto dei ritardi accumulati nella pubblicazione dei decreti del “Piano Transizione 5.0” sugli investimenti. «Quasi il 50% delle imprese che prevedevano di aumentare gli investimenti grazie alle agevolazioni ha riscontrato effetti negativi dei ritardi, con il 26% che ha subito un impatto significativo», ha aggiunto. Prima della pubblicazione delle linee guida definitive, 7 aziende su 10 avevano dichiarato che non avrebbero usufruito degli incentivi, principalmente a causa dell’incertezza sulle modalità operative e dei tempi stretti per effettuare gli investimenti.
Guardando al futuro, Boscaini ha ricordato che la prossima assemblea pubblica di Confindustria Verona, prevista per il 9 ottobre, sarà dedicata a discutere la “fluidità” del momento attuale, con l’intervento di esperti di spicco che guideranno una riflessione sul futuro del settore manifatturiero.
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