Petrolio, prezzi giù. Federpetroli: «Preoccupa però la situazione in Libia»
di Matteo ScolariNegli ultimi mesi, il mercato del petrolio ha visto una significativa riduzione dei prezzi, che ha permesso di mantenere basse le quotazioni dei prodotti raffinati come benzina e diesel sulla Rete Carburanti, specialmente in Italia. Questo trend si traduce in un grande vantaggio per i consumatori e le famiglie italiane, che hanno potuto beneficiare di prezzi più bassi per i loro spostamenti durante il periodo di vacanza. «Osserviamo il mercato nelle prossime ore – afferma Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli Italia – considerando le fluttuazioni delle materie prime a Wall Street e l’andamento dell’indice S&P500. Anche altre borse, come quella di Londra, hanno mostrato segnali negativi».

«L’economia statunitense e gli asset cinesi destano preoccupazione, mentre l’attenzione principale nella nostra area è rivolta alla Libia, dove la politica interna, tra la Banca Centrale e il Governo di Tobruk, sta bloccando la produzione petrolifera, impattando anche su diversi campi operativi di aziende petrolifere italiane» conclude Marsiglia.
Attualmente, in Italia, i prezzi medi sono di 1,795 euro per la benzina self-service e di 1,670 euro al litro per il diesel. Anche il prezzo del servito ha subito un notevole calo.

Nonostante la turbolenza in Medio Oriente, i prezzi del greggio sui mercati internazionali si sono mantenuti relativamente stabili negli ultimi mesi, favorendo un processo di approvvigionamento ottimale e garantendo margini positivi nelle raffinerie rispetto all’inizio dell’anno. Per quanto riguarda il jet fuel per uso aereo, non ci sono stati aumenti significativi, anche se il costo dei voli ha subito forti rialzi, non direttamente correlati ai fattori energetici ma piuttosto a politiche interne delle diverse compagnie aeree.
Marsiglia conclude sottolineando l’importanza di monitorare l’evoluzione del mercato, considerando le incertezze geopolitiche e i potenziali impatti sull’economia globale e sulle aziende italiane. La situazione in Libia, in particolare, resta una preoccupazione centrale, con implicazioni significative per la produzione petrolifera e la stabilità del mercato energetico.
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