AGSM Energia, Ceschi: «Scenari futuri critici, la transizione ecologica è inevitabile»
di adminQuarta puntata della Settimana Veronese della Finanza: workshop dedicato all’energia e alla ripartenza, alle nuove risorse e alla sostenibilità con chiarimenti sull’attuale situazione del caro materie prime. Ce ne ha parlato Floriano Ceschi, direttore operativo di AGSM Energia.
È sotto gli occhi di tutti l’aumento dei prezzi e del costo dell’energia considerevole in un margine di tempo piuttosto breve, Come mai siamo arrivati a questa situazione?
È una situazione che non si è mai verificata prima e di questa intensità. Possiamo rintracciare la causa in una serie di congiunture sfavorevoli: una serie di elementi insieme, tra questi la geopolitica e la circolazione delle risorse.
L’obiettivo è la transizione energetica ma, per ridurre le emissioni bisogna passare in una fase di ingente produzione di CO2. Si fa affidamento sul metano che ha innescato quelle tensioni che prima vertevano sul petrolio. Inoltre, ricordiamo che Asia e Cina stanno facendo affidamento sul gas naturale per lo sviluppo della propria economia; tuttavia, possiedono gli impianti maggiormente inquinanti.
Tra l’altro in questo contesto a preoccuparsi sono anche gli operatori che, come ha AGSM Energia, operano sul mercato perché direttamente interessati dal rincaro della materia prima.
È facile pensare che all’aumentano dei prezzi i nostri ricavi siano in percentuale superiore: in realtà, avviene l’esatto contrario. Questo perché AGSM Energy deve approvvigionarsi sul mercato cercando di accaparrarsi una fetta di energia, porzione che ha un costo d’acquisto sempre maggiore.
In passato abbiamo affrontato una situazione più stabile perché c’erano i cosiddetti long term, cioè contratti negoziati direttamente tra stati: Russia piuttosto che Libia assicuravano stabilità per venti o trent’anni. Una formulazione che garantiva una certa tranquillità. Ad oggi questi contratti sono stati ridotti in termini di incidenza percentuale quindi, tutto è lasciato al mercato che sappiamo essere volatile.
Secondo le analisi che state conducendo, quali saranno i possibili scenari futuri?
Sul breve periodo, ci sarà un allentamento della tensione, in primavera. Ritengo che non ritorneremo più ai livelli precedenti in termini di prezzi perché si tratta proprio di una modifica strutturale di mercato: se pensiamo a gennaio, alcune previsioni, già vedono ulteriori aumenti sulle bollette di ciascuno di noi. Insomma, si parla di numeri estremamente importanti, circa il 50% e 20% sull’energia elettrica. Questa situazione insomma sarà piuttosto pesante.
Si parla di transizione energetica oltre che ecologica, può essere un’alternativa a questa dipendenza che abbiamo dalle solite fonti energetiche?
È necessaria una puntualizzazione in merito. La transizione energetica è il futuro, è una strada obbligata per cui non possiamo esimerci dal percorrerla. Ma le rinnovabili hanno come loro caratteristica quella dell’imprevedibilità. Consumo e gestione dell’energia saranno le traiettorie sulle quali si stabilirà il futuro del mercato della transizione energetica.
In conclusione, qual è lo stato di salute dopo la fusione tra AGSM e AIM Vicenza?
A gennaio saremo quasi al primo giro di boa, a quasi un anno dalla fusione delle aziende Corporate. Ci sono dei nodi da risolvere ma dal punto di vista organizzativo ed economico-finanziario abbiamo lavorato tanto e portato a casa dei buoni risultati. Da gennaio 2022 anche le partecipate inizieranno un percorso di fusione. AGSM Energia e AIM Energia si fonderanno in un’unica società: cambieremo logo ma non il nostro modo di lavorare e di porci nei confronti del cliente. Ad oggi, abbiamo 8600mila clienti in tutta Italia.
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