Bonus Terme, meglio tardi che mai
di adminPotrebbe sembrare un settore di nicchia, tuttavia i numeri che riguardano le Terme nel nostro Paese sono rilevanti. Stiamo parlando di 330 stabilimenti presenti in 20 regioni e in 170 comuni d’Italia che assieme sviluppano un fatturato complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro e danno lavoro a oltre 65.000 addetti, tra diretti e indiretti (dati Federteme).
E ci siamo limitati al senso stretto del termine Terme, perché se dovessimo includere tutte le attività correlate al servizio termale puro, costituite da prodotti e servizi per il corpo, la mente, in generale per il benessere, i numeri schizzerebbero verso l’alto.
Numeri che sono stati polverizzati nel 2020, anno della pandemia, in cui il comprensorio termale ha visto 339.170 arrivi e 1 milione 65mila presenze, con una perdita di 490.085 visitatori (-59,1%) e di 2 milioni 80mila pernottamenti (-66,1%) rispetto al 2019. Volatilizzata anche la componente estera (44.862 arrivi, 233.941 presenze), con una perdita di 209.408 ospiti stranieri (-82,4%) e di 1 milione 46mila pernottamenti (-81,3%). Più contenuto ma non meno devastante il calo di italiani: – 280.677 ospiti (-48,8%), -1 milione 34mila presenze (-55,4).
Molti stabilimenti non si sono ancora rialzati dalle macerie, alcuni ci stanno provando con grande forza di volontà. I prolungati stop a causa delle restrizioni sanitarie, nonostante i grandi investimenti da parte degli imprenditori per adeguare le strutture ai rigidi protocolli del CTS, hanno pesato come macigni sui bilanci. A poco sono serviti i contributi una tantum per i lavoratori previsti dai decreti Cura Italia e Ristori e per assurdo danni maggiori sta producendo il Reddito di cittadinanza.
Proprio in questa fase in cui le aziende termali stanno provando a guadagnare il terreno perduto, si trovano senza manodopera. Mal comune per molti settori, purtroppo. «A 29 anni, come ci è capitato di sentirci dire a un colloquio, è più facile stare a casa e percepire 800 euro col reddito di cittadinanza, magari arrotondando con qualche lavoretto in nero e aggiungere la mancia dei genitori, che venire a lavorare a 1200 euro, seppur netti, e con contratto di lavoro nazionale e tutte le tutele del caso» ci ha confidato amaramente una delle nostre ospiti di Verona Economia, manager e testimone di uno dei tanti colloqui, sempre più frequenti, a cui ha dovuto assistere, basita.
A queste aziende, agli stabilimenti termali, chi ci pensa? Tranquilli, sono abituati ad arrangiarsi. Potremmo però dargli una mano, senza fare fatica. Dall’8 novembre, sul sito di Invitalia sarà possibile scaricare un buono da 200 euro spendibile presso gli stabilimenti accreditati. 265mila bonus destinati a tutti i cittadini e cittadine italiane, indipendentemente da parametri ISEE, che il Ministero dello Sviluppo Economico ha voluto mettere a disposizione attraverso un plafond di 53 milioni di euro.
Un tentativo per riaccendere i riflettori sul settore proprio in questa fase di ripartenza. Un gesto di vicinanza? Un’operazione di marketing? Un tentativo di rimediare a ciò che non è stato fatto e che si sarebbe potuto fare? Non lo sapremo mai. Ciò che sappiamo è che l’iniziativa è stata accolta bene dagli operatori, immaginiamo anche da chi ne usufruirà in termini di scontistica. È comunque un gesto, meglio tardi che mai.
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