Ma quanto vale Cattolica Assicurazioni? Per noi più del doppio rispetto all’offerta dell’Opa
di adminParliamo del titolo Cattolica, non per suggerire o meno investimenti, cerchiamo di fare solo un po’ di cronaca per i vecchi soci veronesi ed in generale esprimere alcune considerazioni per i portatori di azioni. A costoro , prima di continuare a leggere, ricordiamo che unici titolati a fornire suggerimenti sono i consulenti finanziari abilitati e magari indipendenti presso i quali troveranno competenze e professionalità che completeranno le informazioni generali e le opinioni qui espresse. Per cui questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO SOLLECITAZIONE AL PUBBLICO RISPARMIO per cui il giornale non si assume responsabilità in merito all’uso delle informazioni qui riportare.
Il prezzo offerto agli azionisti di Cattolica da Generali, per l’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) che mira al controllo della Compagnia veronese fino al possibile cancellazione dal listino, è stato di 6.75€.. Un bel balzo rispetto ai primi giorni di maggio in cui il titolo in Borsa arrancava attorno a 4 o 5 euro.
La proposta di OPA , ci pare, non abbia spiazzato però i più importanti investitori di Borsa che subito hanno pensato che l’offerta di Generali per la compagine veronese sembrava solo un primo assaggio. Infatti , da quei giorni di maggio in poi il titolo raramente è sceso sotto i 7 euro per azione. In questi giorni estivi, complice la pandemia è appena sotto i 7 euro e dunque al di sopra dei 6.75 offerti, per cui a queste condizioni pare che l’OPA di Generali sia destinata a fallire. Molte testate economiche hanno sollevato dubbi e perplessità sul prezzo offerto.
Nel merito affrontiamo delle considerazioni tecniche ed alcune di carattere generale.
Cominciando da quelle generali la più significativa considerazione riguarda l’altro principale azionista di Cattolica, l’americano Warren Buffet, che entrò in nella Compagnia veronese come una sorta di cavaliere bianco; pagò le azioni ben oltre i 7 euro , circa 7.35. L’ingresso nella compagine veronese fu presentato come investimento di lungo termine ( e di solito Buffet agisce così), dall’allora amministratore delegato Alberto MINALI, uomo ora del Vaticano. La domanda non retorica è: vorrà ora l’americano cedere i titoli all’OPA ad un prezzo inferiore e perdere? Molti dubitano che accetti e noi tra questi, per cui qualcosa di più Generali dovrà pensare. Poi c’è la battaglia per i vertici di Generali che non interessa direttamente CAttolica, ma negli ambienti finanziari si dice sia stato elemento di frizione.
Ancora, credo si doveroso ricordare che il prezzo che Generali pagò per l’aumento di capitale riservato fu poco più di 4 euro. Esso venne suggerito dai consulenti di Generali ed accettato dal Cda di Cattolica, in base al valore di bilancio delle sole voci dell’attivo reali, escludendo scientificamente quindi dall’attivo i cospicui costi pluriennali in carico regolarmente pagati . E questi costi erano importanti ed incidevano per vari euro ad azione, tanto che allora il Patrimonio netto della società assicurativa indicava un valore per titolo molto più alto. Il corso viaggiava allora intorno i 5 euro.
Ma veniamo ora ai dati reali indicati in bilancio che ci permetteranno di fare una stima valoriale approssimata ma che se qualcuno dovesse firmare come perito incaricato non potrebbe non tenerne conto e fatte le opportune verifiche, indicare un prezzo molto di più che 6.75€.
Rilevo i dati dal sito ufficiale di Cattolica. Il bilancio consolidato chiuso nel 2020 recita che Cattolica ha questi numeri in euro: 4,7 mld di raccolta; 71 mln il risultato consolidato. Altro dato importantissimo per una acquisizione o valutazione, anche se parziale, sono i 412 mln del risultato lordo operativo: cioè quello che produce Cattolica in un anno , a cui poi vanno sottratte tutte le spese non operative. Altro dato utile è il Patrimonio Netto, che è passato da 2,35 mld del 2019 a 2,6 miliardi del 2020. Tenuto conto che i titoli in essere al 31/12/2020 erano circa 177 mln, porta la società a dichiarare, nella sua relazione, che il Patrimonio Netto per azione è di circa 12,08 euro.
Partiamo da questo dato per assegnare un valore peritale, convinti che i valori di bilancio siano apprezzabili. Quindi un’azione valeva 12 euro al 31/12/20 poi la positiva semestrale aggiungerà qualcosa o no? Questo dato però è sintesi di un momento e non fa vedere in prospettiva quanto può valere la Compagnia in più o in meno. Ovviamente quando si parla di prospettiva si entra nell’opinabile. Se teniamo conto che il risultato operativo è stato di oltre 400 mln ciò vuol dire che, riducendo certi costi che la sinergia con Generali presuppone nel progetto di integrazione delle due società, è certo che l’utile finale , fermi gli altri parametri, ne trarrà senz’altro un beneficio. Questo porta a far cresce ancora il valore dell’azione. Di quanto, difficile dirlo da esterni, ma qualche euro lo possiamo considerare, o no? Si, possono esserci elementi negativi di rischio futuri, ma in parte sono entrati nelle valutazioni di bilancio consolidato ed in parte appartengono al rischio d’impresa. Altri oneri futuri al momento non sono noti per cui manteniamo fermo come valore di partenza il valore indicato nella relazioni di bilancio di 12 Euro, sempre molto di più che 6.75€.
Ma quando si compra una società quotata, e si compra la maggioranza assoluta, facendo si che il bilancio si consolidi nel gruppo Generali, altri elementi aggiuntivi si devono considerare. In primis il premio di maggioranza, premio difficilmente qui quantificabile ma che di solito viene conteggiato pesantemente. E poi, se i prossimi valori della semestrale saranno ancora migliori (e molto probabilmente lo saranno) perchè non tenerne conto al momento di valutare l’azione?
Torniamo a 12 euro per titolo. Abbiamo ricordato che Cattolica ha oltre tre milioni di clienti, stabili e consolidati da anni di rapporti. Un patrimonio in clientela formidabile, che farebbe gola a chiunque acquistare e non pagare. Tale fetta di mercato di solito costa anche a prescindere dal risultato operativo lordo positivo, che però abbiamo visto essere ampio e nell’ordine di centinaia di milioni. Vogliamo valutare in euro questi clienti affezionati e normalmente non litigiosi che seguono una Compagnia che ha oltre un secolo di storia e di nome prestigioso, o no? Ed il settore cattolico in cui opera è da buttare? Ma Cattolica Assicurazioni potrebbe tranquillamente operare anche in Europa, e col nome e la tradizione di serietà maturata in oltre un secolo, volete che non ci siano clienti pronti ad acquistare i suoi servizi? Anche questo extra mercato potenziale ha un valore.
Se valutassimo un’azienda normale il fisco stesso imputerebbe un certo valore di avviamento sulla base degli utili precedenti. Utili netti che Cattolica ha sempre dichiarato. Ergo potremmo dire che vi è un largo avviamento nell’ ordine di svariate centinaia di milioni di euro. Ricordo che di avviamento Cattolica ne pagò recentemente un bel po’ per gli acquisti recenti ( finiti nei costi pluriennali di bilancio), e li pagò anche a Generali quando comprò FATA. Ora qui nel prezzo dell’OPA nessun valore è tenuto in conto , mentre secondo me qualche euro per azione di avviamento secolare si portebbe conteggiare.
Ecco allora che se partiamo dai 12 dichiarati come quota del patrimonio, vi aggiungiamo altri valori minimali delle voci appena accennate, potremmo dire che un’azione Cattolica Assicurazione vale almeno 15/20 euro? La forchetta potrebbe stringersi se facessimo un’analisi più accurata e non spannometrica, ma indubbiamente il titolo ha un valore intrinseco molto superiore all’offerta di lanciata da Generali e qualcuno sul mercato potrebbe accorgersi.
Poi c’è i l mercato e la paura dei risparmiatori , specie quelli veronesi, che con la crisi del sistema hanno abbandonato il titolo in molti, a vantaggio di fondi e di investitori qualificati. In Borsa, di questi tempi, molti titoli quotati sono fortemente scontati, sono titoli a forte rischio e la paura e l’incertezza e gli eventi di Cattolica hanno contribuito a decimare le fila degli ex soci ed ad abbassare il corso del titolo. Ma il rischio c’è anche comprando titoli a reddito fisso che non rendono praticamente nulla di questi tempi e per vari anni ancora. Ma i fondi e gli investitori e l’americano, i conti li sanno fare bene. Per questo credo che il prezzo di Borsa non scenderà sotto la soglia OPA. Ricordo che alcuni gruppi finanziari, in passato, avevano fatto delle offerte al vecchio Cda, ritenendo Cattolica un buo affare. Le offerte sono state rifiutate e fu scelto di andare nella braccia di Generali. Alcuni hanno esercitato il diritto di recesso a poco più di 5.4€, ma coloro , come l’americano, che hanno in carico titoli a prezzi superiori al prezzo per l’esercizio del diritto di recesso, accetteranno di aderire all’OPA a questi prezzi? Io credo di no. Eppure ognuno fa i conti nelle proprie tasche e se ha necessità o timore vende anche rimettendoci.
L’unico e vero consiglio che in sintesi ci sentiamo di dare agli azionisti Cattolica veronesi rimasti, è quello iniziale: andate dal vostro consulente finanziario che ha analisi e approfondimenti e soprattutto conosce la vostra situazione generale e fatevi consigliare. Vi indicherà se accettare l’Opa o meno, se attendere il probabile rilancio o altro. Loro sono titolati a dare consigli noi qui facciamo solo un po’ di cronaca e un commento il più asettico possibile
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