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Istituto Professionale Alberghiero Angelo Berti, Chievo, Verona.

di admin
Si chiude il primo percorso biennale di formazione, a livello universitario, dell’ Istituto Tecnico Superiore per le nuove tecnologie per il made in Italy, per i comparti alimentare e vitivinicolo, in diretto contatto con le aziende.

La voce “professionale” ha un grande significato e, per questo, per tale termine, abbiamo massima simpatia. I giovani, che frequentano, un Istituto professionale, infatti, acquisiscono altissima preparazione, unita a cultura, e tale da corrispondere, nell’immediato, alle esigenze dell’azienda, grande o piccola che sia, presso la quale vengono assunti. Questo, perché, alla teoria, pure importante, grande spazio è riconosciuto, nell’insegnamento, alla parte pratica, alla formazione. Ed è quanto avviene, da sempre, anche presso l’Istituto Professionale Alberghiero Angelo Berti, Chievo, Verona. Istituto, che, oltre a corrispondere ai suoi compiti istituzionali, ospita, da due anni, come avviene a Conegliano (settore enologico) ed a Padova, la nuova, importante iniziativa, denominata Istituto Tecnico Superiore per le nuove tecnologie per il made in Italy, per i comparti alimentare e vitivinicolo, destinata a preparare, a formare – che significa trasmettere competenze, atte, poi, a “sapere effettivamente fare” – giovani per i due settori sopra citati e nei quali la richiesta di personale, appunto, specializzato, è molto attuale.
Abbiamo detto “formazione”, la quale, appunto, è offerta a giovani, che, disponendo di diploma di maturità superiore, frequentano uno speciale corso della durata di due anni, per un totale di 1800 ore, delle quali 900 di studio e 900 di stage, in azienda. La parte studio è, quindi, curata da professori d’alta esperienza dell’Istituto Berti e la parte pratica, quella che, con la teoria, porta a creare ed a costruire, viene acquisita a contatto del lavoro vero e proprio, che, senza esperienza, derivante dall’impegno diretto, in azienda, dicevamo, difficilmente si realizza. Sinora, sono ottomila i giovani, che dispongono delle specializzazioni richieste, ma, l’economia spera di formarne, in breve, attraverso i percorsi in tema, almeno ventimila. Il preside dell’Istituto Berti, ing. Alberto Benetti, soddisfatto per quanto fatto, nei due anni appena trascorsi, relativamente al detto Istituto Tecnico Superiore post diploma, ha sottolineato – nel corso d’un incontro ad hoc, tenutosi il 30 maggio 2017 – come tale primo percorso biennale, si chiuda sfornando i primi giovani forniti di quella formazione, della quale le aziende assolutamente abbisognano. Formazione, a livello universitario, che, già presente in diversi Paesi europei, in Italia ancora manca e che va, quindi, promossa e realizzata, nell’interesse, sia dei giovani stessi, che dell’economia, mirando a valorizzare, nel nostro caso, il marketing di quanto offre l’agricoltura ed il settore agroindustriale, con attenzione, ovviamente, anche all’export, orientamento@bertivr.it, www.berti.gov.it. Erano presenti all’importante incontro, organizzato dal prof. Sergio Tortella e mirato, appunto, ad approfondire l’essenziale tema della collaborazione fra istruzione ed impresa, G. Sandri, direttore del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’AULSS scaligera 9; P. Magnante, responsabile dell’Area economica, Confindustria, Verona; R. Bechis, presidente della Sezione Alimentare, Confindustria, Verona; P. Zingarlini, in rappresentanza del Banco BPL, Verona, e M. Coradazzi, per l’ITS di Conegliano, Treviso. Graditissimo è stato, quindi, lo scambio d’idee con rappresentanti d’importanti aziende veronesi, dal nome ormai internazionale, quali l’avv. Emanuela Perazzoli, presidente dell’antica (1894) Azienda dolciaria veronese, Domenico Melegatti, produttrice del primo Pandoro di Verona, San Giovanni Lupatoto, Verona; il dr. Alberto Vanoni, responsabile del ‘settore qualità’ della Pasticceria Paluani, Villafranca, Verona, e Luciano Piona, presidente del Consorzio di Tutela Vino Bianco di Custoza, Verona, che ha presentato la grande novità, data dal brillante ed ottimo “Spumante Garda”. Un incontro, quello descritto, di massima importanza per enoagroalimentare veronese, che conferma come la collaborazione fra istruzione ed impresa sia fattore essenziale, sia per i giovani, i quali devono disporre d’ottima “formazione”, anche per non trovarsi in difficoltà nelle relazioni con il mondo del lavoro, che per un positiva evoluzione economica del nostro territorio. Che, se è economicamente all’altezza dei tempi, lo è anche grazie alla capacità ed alla tenacia dell’imprenditoria veronese.

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