I francobolli, trasmettitori di messaggi, sono anche testimonianza storica.
di adminPuò benissimo essere una mania, più che passione, raccogliere francobolli, da ogni parte del mondo. Può essere quello, che si vuole, ma, è indubbio che, attraverso i francobolli, attraverso le loro vignette, c’è pur sempre da imparare. Parte di essi narrano, purtroppo, d’un conflitto, sempre pensato da Adolf Hitler (1889-1945), il cancelliere del Deutsches Reich o Reich tedesco, dotato di tutti poteri, dal 1° gennaio 1933, sino al 30 aprile 1945, quando, assieme ad Eva Braun, nel bunker berlinese, si suicidò. Ci si chiede anche come il mondo – bene a conoscenza delle intenzioni del capo nazista, da lui dettagliatamente esposte, già dal 1925, nel suo libro, dal titolo Mein Kampf, la mia battaglia venduto in oltre 12.400.000 copie – non abbia saputo prevenire la seconda guerra mondiale – di conquista e di sterminio – scatenata da Hitler stesso e dai suoi satrapi, a partire dal 1939. Sui disastri, che stava preparando il nazismo, non fu ascoltato neanche il saggio statista inglese Winston Churchill (1874-1965). Si trattava d’una guerra, condotta con un fanatismo ed una tenacia senza precedenti e che sarebbe sicuramente continuata, anche dopo il maggio 1945… La resa senza condizioni del Terzo Reich fu firmata in Italia, davanti al generale americano D. D. Einsenhover, il 29 aprile 1945, e fra l’8 ed il 9 maggio 1945, a Berlino, nelle mani del generale sovietico G. K. Žukov. Se, nel secondo conflitto mondiale, non fossero intervenuti gli Stati Uniti d’America, con più di 300.000 soldati perduti, e l’allora URSS, con 18.000.000 di vittime militari, restando solo a queste, il Terzo Reich hitleriano avrebbe avuto senz’altro la meglio, avrebbe continuato, come accennato, il conflitto e sarebbe diventato padrone del mondo, con inimmaginabili, ulteriori pesantissimi sacrifici per l’umanità, che, a fine guerra, dovette contare non meno di 55.000.000 di vittime e perdite materiali enormi. Che il terzo Reich avrebbe vinto, lo dimostra il fatto che lo stesso, nel giro di mesi, se non fosse intervenuta la citata resa, avrebbe avuto a disposizione quei caccia a reazione, che avrebbero potuto contrastare facilmente gli attacchi americani ad Occidente e sovietici ad Oriente. Una premessa breve, incompleta, quella che precede, ma, necessaria ad evidenziare come il Reich hitleriano, mai si desse per vinto, neanche negli ultimi giorni di conflitto e continuasse, non solo a combattere, ma anche a progettare armi tecnicamente sempre più nuove, abusando dei suoi prigionieri-schiavi. Ebbene – ed ecco a cosa vogliamo arrivare – se, il 29 aprile 1945, fu firmata la resa in Italia, se Hitler si tolse la vita il 30 aprile 1945, se fra l’8 ed il 9 maggio 1945, fu firmata la resa tedesca a Berlino, il 20 aprile 1945, le Poste del Terzo Reich – dal 1943 Grossdeutsches Reich, o Grande Reich Tedesco – la Reichspost, o Posta del Reich, ebbe la forza, il coraggio, la capacità, sorretta da incrollabile fanatismo, nonostante che intorno fosse tutto distrutto, e la spudoratezza di emettere due francobolli, ciascuno da Reichmark 12 + 38 Reichspfennig (centesimi), glorificanti rispettivamente le organizzazioni paramilitari di lotta del Partito nazista, NSDAP – Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, o (finto) Partito Tedesco nazionalsocialista dei Lavoratori – con il busto d’un soldato delle SA, o Sturmabteilungen, o reparti d’assalto, e d’un soldato, con elmo, delle SS, o Schutzstaffeln, o unità di difesa (inizialmente, di Hitler, durante i suoi discorsi) da possibili attentati da parte di oppositori. Le SS, più di 800.000 uomini, erano una formazione a sè, che rappresentando il Partito nazista, disponeva dei massimi poteri, sotto ogni aspetto, avendo anche il compito, completamente autonomo, di controllare gli stessi generali della Wehrmacht, l’esercito del Reich. SS spietate e senza scrupoli, come ordinava Hitler, e alle quali va addebitata specificatamente la colpa d’avere brutalmente massacrato milioni d’innocenti Ebrei ed altri. Per onorare tali assassine orde, ambedue i francobolli citati e sopra riprodotti, furono realizzati superando, certo, difficoltà catastrofiche di reperimento dei materiali necessari e di stampa, dovuti ad una Germania già totalmente resa al suolo, ma ancora sostenuta, dicevamo, da feroce fanatismo. Inoltre, segnaliamo che i 38 Reichspfennig o centesemi, che accompagnavano la cifra di tariffa, come si nota sui francobolli in parola, sarebbero affluiti ad uno speciale fondo a mano di Hitler. Va tenuto presente, quindi, per la storia e per capire il motivo dell’emissione, che parte delle SS, di cui è qui parola, erano organizzate nelle Waffen-SS, ossia, SS impiegate in operazioni di guerra, al fronte – Waffen significa armi – come lo furono, sino agli ultimi giorni di conflitto. Quello che meraviglia e non meraviglia, è che vi siano stati collezionisti, che si erano recati, con coraggio, a qualche sportello postale della Berlino sotto attacco e in fiamme, per acquistare – cosa confermata da testimonianze del momento – i francobolli menzionati, già il 20 aprile 1945, un giorno prima del 21 previsto, per la loro emissione ufficiale. Abbiamo visto anche detti francobolli, annullati con timbro, datato 23.4.1945… La filatelia è grande contenitore di storia e di conoscenza – ben aldilà dell’appartenenza del collezionista ad un determinato credo, politico o religioso, che va sempre rispettato. I citati francobolli, hanno attratto la nostra attenzione – pur già conoscendoli, almeno superficialmente – perché apparsi recentemente in un’offerta per collezionisti. Ciò, offrendoci l’opportunità di rivedere, sia pure sommariamente, un pezzo di pur terribile storia, rossa di sangue, come rosso è il colore dei francobolli, e di farci ricordare che ci dobbiamo impegnare a fare sì che i criminali, apocalittici accadimenti descritti non si verifichino mai più. Un caloroso ricordo alle Vittime! Indichiamo, quindi, di seguito, www.philaseiten.de, dalla quale abbiamo tratto l’interessante lettera viaggiata – evidentemente fra bombe, fuoco e fiamme – che sopra riproduciamo e che presenta, fra gli altri, a destra, appunto, i due francobolli, in colore rosso, che abbiamo descritto. Francobolli, annullati, peraltro, con l’annullo o timbro, portante la data 20.4.45! L’Ufficio postale di Berlin C 43, che usava tale timbro, chiuse i battenti il 30 aprile 1945… Evidentemente, la passione filatelica supera anche i pericoli più pesanti, come furono superati quelli della Berlino ancora nazista, in guerra, dell’aprile 1945!
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Banco BPM rafforza il welfare aziendale: premio fino a 2.200 euro e buoni pasto a 9 euro dal 2027

Imprenditoria straniera, Verona sopra quota 13.800 imprenditori: +14,3% in dieci anni

Mps: via libera alla fusione per incorporazione di Mediobanca e al delisting

Vinitaly: missioni in Asia, focus Mercosur e nuove tappe in Canada e Usa

Pil Veneto a +0,8% nel 2026: più occupazione, meno export. Bene agroalimentare e macchinari

AI e inflazione, cosa cambia per gli investimenti: il focus del report CFO Solutions

Matteo Scolari: «Il futuro passa da Verona, un anno di eventi e impegno per la città»

Stellantis: stop allo smart working dal 2027

Altromercato: 46,8 milioni di valore generato e +226% di autofinanziamento in cinque anni





