I primi risultati post fusione del nuovo Gruppo BANCO BPM. Dati interessanti sul terzo Gruppo bancario italiano.
di adminL’ex gruppo Banco Popolare e l’ex gruppo Banca Popolare di Milano hanno chiuso l’esercizio con un risultato netto rispettivamente di -€1.681,7 milioni e di +€ 72,7 milioni, che – al netto delle componenti non ricorrenti – si attestano rispettivamente a -€ 1.133,7 milioni e € 195,2 milioni. Il dato relativo all’ex Gruppo Banco Popolare sconta le maggiori rettifiche legate al rafforzamento delle coperture previste dal piano di integrazione (circa € 1.600 milioni). Dal 1° gennaio 2017, i due ex gruppi Banco Popolare e Banca Popolare di Milano si sono integrati, a seguito del processo di fusione, nel nuovo Gruppo Banco BPM che diventa il terzo gruppo bancario d’Italia, con oltre 4 milioni di clienti, circa 2.300 sportelli e un forte potenziale di espansione, grazie alla presenza nelle zone più ricche e industrializzate del paese, a importanti sinergie di costo e allo sviluppo dei ricavi, che sarà conseguito attraverso le azioni previste nel Piano Strategico 2016-2019. Come convenuto con le Autorità di Vigilanza e stabilito nel già citato Piano Strategico, il 2016 è stato, per il nuovo Gruppo, un anno di transizione che ha posto le basi per lo sviluppo economico e patrimoniale futuro. Le priorità sono state pertanto il derisking del portafoglio dei crediti deteriorati, che ha consentito di ridurre l’ammontare complessivo dei crediti deteriorati netti di circa € 1,5 miliardi (-8,4% A/A). Tale risultato è stato accompagnato da un importante aumento delle coperture che sono salite al 47,9% sul totale dei crediti deteriorati (+410 p.b. rispetto a fine 2015) e al 60% per le sofferenze (+280 p.b..). L’azione di rafforzamento delle coperture è stata resa possibile dall’aumento di capitale di € 1 miliardo effettuato lo scorso giugno dall’ex Gruppo Banco Popolare, come già previsto e annunciato al mercato, in occasione della presentazione dell’operazione e del Piano Strategico 2016-2019.
Nel corso del 2016 è stata posta anche particolare attenzione ai costi operativi, che al netto delle componenti non ricorrenti sono scesi di € 46 milioni, in particolare il costo del personale evidenzia una discesa del 3,4%. Sono state poste inoltre le basi per il raggiungimento degli obiettivi di Piano grazie agli accordi sindacali che consentiranno un’uscita volontaria di circa 2.100 risorse entro il 2019 (rispetto alle 1.800 inizialmente previste), costi interamente spesati nel 2016 per un importo totale di circa € 367 milioni.
Nel corso del 2016 il totale degli organici è sceso a 24.680 unità, con una riduzione di circa 400 risorse, che si sommano alle unità previste dai fondi di solidarietà. Sempre in tema di contenimento dei costi, la rete commerciale ha registrato la chiusura di 122 filiali. Ulteriori 48 chiusure sono previste entro aprile 2017, superando il 50% delle chiusure programmate entro il 2019.
Nel 2016, sempre nel solco delle azioni previste nel Piano Strategico, il Gruppo Banco BPM ha già avviato anche interventi a sostegno della dinamica dei ricavi. Pur in un contesto ancora difficile, la riduzione della raccolta onerosa e la conseguente discesa del costo del funding, insieme con il previsto sviluppo degli impieghi, saranno di sostegno al margine di interesse.
Il nuovo Gruppo entra nel 2017 con importanti aggregati patrimoniali: totale attivo di € 168 miliardi, impieghi a clientela per € 111 miliardi, una raccolta totale pari a € 219 miliardi e un patrimonio netto di € 12 miliardi. Si segnala inoltre che il risparmio gestito aggregato si attesta a € 58,6 miliardi, in crescita del 4,1% rispetto a fine 2015.
Dati interessanti, che oltre a proporre un’ampia visione contabile, permettono di conoscere molti aspetti, derivanti dalla recente, nota fusione, e sono determinanti per il futuro del nuovo Gruppo bancario.
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Assemblea Banca Veronese, un 2025 di crescita solida

Premio Innovazione 2026: torna a Verona il ponte tra scuola e mondo del lavoro

Autotrasporto verso il fermo nazionale: UNATRAS e Confartigianato lanciano l’allarme

Vinitaly 2026, Verona consolida la crescita: più notti e domanda qualificata

Banco BPM, utile oltre i 2 miliardi e dividendo a 1 euro: l’assemblea rinnova la governance

Grana Padano DOP, il 2025 è l’anno dei record: vendite ed export in crescita

Enoturismo, leva strategica: oltre 3 miliardi di valore e nuove opportunità per il Veneto

Hansen: «Pacchetto vino strumento chiave per affrontare sfide geopolitiche e climatiche»

Vino nella GDO, nel 2025 calano i volumi ma tiene il valore: consumatori orientati al premium











