Ed ora al via il referendum sull’autonomia del Veneto!
di adminOra le condizioni ci sono, si sono avverate tutte affinchè i cittadini del Veneto possano esprimersi su un pilastro qual’è quello dell’autonomia legislativa e patrimoniale di una regione. Il Veneto potrà quindi essere la sesta regione autonoma dopo la Valle d’Aosta, la Sardegna, la Sicilia, e soprattutto il Friuli V.G. E il Trentino A.A., se i cittadini lo richiederanno. Non subito, non ora, non con un referendum consultivo come quello che si prospetta di fronte a noi, ma finalmente i veneti potranno parlare con la loro voce e mettersi sullo stesso piano di Friuli e Trentino. Si, soprattutto queste due ultime regioni, che stringono in una morsa concorrenziale la nostra regione potendo approfittare di benefici e contributi in misura largamente superiore a quelle del Veneto, sono nostri riferimenti di buon governo. Ora assistiamo a molte disparità tra le due citate Regioni e il Veneto, per non parlare di paesi che sono schiacciati tra le valli trentine e quelle friulane, dove attività commerciali identiche sono da una parte sostenute sostanzialmente dai contributi statali pubblici, mente quelle venete devono arrangiarsi senza prebende. Chiediamo equità.
Ora pochi ne parlano di questo referendum a livello nazionale e i pochi che trattano sono subito tacciati di populismo e di razzismo oltre che di xenofobia. Ma la verità è ben altra e ben lo sanno i cittadini ed i lavoratori del Veneto. Ora dopo il via della Corte Costituzionale su un quesito referendario consultivo che richiede una valutazione politica sulla questione autonomistica, su questa unica concessione ci si potrà esercitare perchè essa faccia da volano alle altre rivendicazioni che invece per ora non trovano supporto nella legislazione nazionale. Ma se questo referendum si potrà fare, abbinato ad altra prova di democrazia o meno, la risposta dei veneti sarà determinante per capire a che punto è la voglia di autonomia della nostra Regione. Zaia, il governatore veneto, ha detto che o il referendum si farà assieme alle elezioni amministrative o nazionali, o la regione lo sosterrà da sola, e questa visto il boicottaggio del Governo nazionale sarà la strada più probabile. Noi cittadini nel frattempo dovremmo informarci e capire se vogliamo stare con la burocrazia romana che decide per noi tasse e contributi o se vogliamo ritagliarci un po’ di spazio e di ricchezza in più, come le altre regioni a statuto straordinario autonomista oggi godono.
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