UNIVERSITA’: ZAIA, “ALTRI 85.000 ALLA LOTTERIA DEI QUIZ D’ACCESSO. NO AL NUMERO CHIUSO, SI’ ALLA VALUTAZIONE DEI MERITI. DOPO LE PROMESSE, MINISTRO E GOVERNO IMMOBILI E STERILI VERTICI. RISPONDERE CON FONDI AGLI ATENEI VIRTUOSI AI TIMORI LOGISTICI DEI RET
di adminLo sottolinea il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia rispetto al futuro della promessa abolizione del numero chiuso e dei quiz d’accesso alle Università, tema sul quale si è registrato un vertice conclusosi con un nulla di fatto.
“Il 3 settembre ad esempio – incalza Zaia – 85.000 studenti delle professioni sanitarie, tra cui infermieristica, ostetrica, fisioterapista, tecnici di laboratorio nelle varie branche, si giocheranno al lotto 25.540 posti e a seconda di quanti indovineranno come si chiamava il cavallo bianco di Garibaldi, sarà deciso chi merita di studiare per la professione che ha scelto e chi no. Non è così che si formano i professionisti migliori, così vanno avanti solo i più fortunati ed è una profonda ingiustizia, che mina di fatto il diritto costituzionale allo studio per tutti. Serve selezione vera – attacca Zaia – tutti ai nastri di partenza con uguali possibilità e chi sgarra con gli esami, ad un certo punto è fuori. Questo è quello che chiedo dal novembre 2013, questa è la promessa del Ministro Giannini, questo è quello che ragazzi e famiglie si aspettano per non finire nel business milionario dei tutor privati e dei viaggi della speranza all’estero”.
“Le preoccupazioni logistiche espresse dai Rettori – aggiunge il Governatore – sono fondate, ma non irrisolvibili: Se il Governo crede all’importanza della formazione universitaria italiana dimostri che i finanziamenti strutturali ad alcune scuole non erano lo strumento per consentire al Premier di andarle a visitare con la fanfara, ma una piccola parte di una strategia vera a favore della nostra istruzione; trovi i soldi per mettere a disposizione delle Università nuovi spazi, anche recuperandone tra i beni demaniali inutilizzati, e nuovi docenti se ne servono. Non è così difficile, basta usare in modo virtuoso e selettivo i criteri della spending review, tagliando magari atenei troppo simili a catene di montaggio lauree, e cominciando a sostenere quelli virtuosi per gestione, qualità dell’insegnamento e severità delle valutazioni come Padova, Verona e Venezia, e quelle Regioni come il Veneto che si pagano un centinaio di borse di studio l’anno per gli specializzandi in medicina”.
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