UN PROGETTO PER STUDIARE I CASI DI MORTE IMPROVVISA
di adminPrevenzione e terapia della Morte Improvvisa, cioè quella morte che avviene improvvisamente ed in modo drammatico, quasi sempre per arresto cardiaco dovuto a Fibrillazione Ventricolare. Un problema non da poco se si considera che colpisce circa 55.000 persone ogni anno in Italia, in pratica 1 persona ogni 1000 abitanti ogni anno. Nel 90% dei casi la causa è cardiologica e interessa prevalentemente persone adulte e con cardiopatie, sia note che indiagnosticate.
Quando la morte improvvisa avviene in giovani sotto i 40 anni, sicuramente più rara ma non rarissima, si assiste ad un evento che colpisce in modo devastante chi lo subisce, la sua famiglia ma anche tutta la comunità in cui avviene. I fatti di cronaca recenti cui abbiamo assistito o di cui abbiamo avuto notizia tramite la televisione ed internet hanno sicuramente scosso la coscienza di tutti noi. In particolare perché si è evidenziato e documentato che, quando affrontato in maniera adeguata e tempestiva proprio nel luogo in cui si verifica, (vedi il caso del calciatore inglese Muamba) l’arresto cardiaco può essere risolto; se questo non avviene si assiste al dramma della morte (come nel caso del calciatore Morosini). Infatti, ed ancor più nel caso di persone giovani e con cuori strutturalmente quasi sempre integri come sono gli atleti, una Rianimazione Cardiopolmonare precoce e la Defibrillazione precoce sono in grado di restituire la vita ed evitare sequele di tipo neurologico.
Quando avviene l’arresto cardiaco con l’insorgenza di un’aritmia di carattere letale, la Fibrillazione Ventricolare, l’attività elettrica del cuore è totalmente disorganizzata, non c’è contrazione efficace e quindi il cuore si ferma (arresto cardiaco). La Fibrillazione Ventricolare è l’espressione ultima di una serie di cause che riconoscono come elementi fondamentali una malattia cardiaca ed un fattore scatenante.
COME PREVENIRE LA MORTE IMPROVVISA DA SPORT?
DOTT. MOLON:”Fondamentale risulta la prevenzione, dobbiamo permettere a chiunque di praticare attività fisica e sport, che hanno un effetto benefico e salutare sulla popolazione in generale. Nello stesso tempo dobbiamo però garantire che tale attività si svolga in sicurezza e non si tramuti in un rischio aggiuntivo.
Per una buona opera di prevenzione si deve:
-Effettuare la visita medica con ECG prima di praticare sport; in particolare per chi pratica agonismo ed è affiliato a società sportive si deve pretendere che venga effettuata la visita presso Centri di Medicina dello Sport certificati al rilascio di idoneità agonistica.
-Effettuare una corretta Educazione sanitaria di dirigenti sportivi, allenatori, atleti e loro genitori affinché lo sport sia praticato correttamente, in modo adeguato a capacità e stato di salute del soggetto e sotto sorveglianza da parte del medico.
-Fare opera educativa nei confronti degli atleti occasionali, non sempre giovanissimi, che spesso trascurano ogni più elementare norma di prudenza e non mantengono uno stile di vita sano (dieta squilibrata, fumo, mancato controllo pressorio, mancata preparazione fisica, etc).
COSA FARE IN CASO DI ARRESTO CARDIACO?
DOTT. MOLON: “Nel momento in cui si assiste ad un Arresto Cardiaco bisogna intervenire tempestivamente e senza perdita di tempo, perché dopo alcuni minuti la Fibrillazione Ventricolare evolve verso un’asistolia, che non è più defibrillabile e non risponde alle terapie; e perché si evitano gli effetti talora devastanti che l’arresto provoca a livello cerebrale, con la comparsa di lesioni cerebrali che diventano irreversibili dopo 6 – 10 minuti dall’inizio dell’evento arrivando ad una vera e propria morte cerebrale. Ecco perché diventano fondamentali i primissimi minuti, quelli che precedono l’intervento del 118, e si deve attivare quella che è stata giustamente definita la “catena della sopravvivenza”. I quattro anelli di questa catena sono nell’ordine:
ALLARME PRECOCE: attivazione precoce del sistema di emergenza mediante telefonata al 118
RCP PRECOCE: inizio precoce delle procedure di Rianimazione Cardio Polmonare
DEFIBRILLAZIONE PRECOCE: utilizzo precoce del DEFIBRILLATORE (DAE)
ALS PRECOCE: tempestiva applicazione delle procedure di soccorso avanzato (ALS: Advanced Life Support).
DOTTORE LEI E’ IL PROMOTORE DI QUESTO IMPORTANTISSIMO PROGETTO MA COME PENSA DI INTERVENIRE SUL TERRITORIO?
DOTT. MOLON: “Per mettere in sicurezza i territori ho proposto ad alcuni amministratori locali una serie di iniziative che siano in grado di coprire al meglio i primi tre anelli della catena (il quarto essendo coperto dai soccorritori del 118). In particolare ho proposto di:
1. Individuare sul territorio i siti che hanno la maggiore probabilità di essere coinvolti in eventi di arresto cardiaco (palazzetti ed impianti sportivi, palestre, sede del comune, grandi centri commerciali, etc). In questi luoghi devono essere posizionati i Defibrillatori Automatici (DAE), da impiegare nella defibrillazione precoce.
2. Fare accordi con enti preposti al primo intervento (Croce Verde, Rossa, Associazioni di rianimatori) al fine di addestrare e certificare alla rianimazione ed all’uso dei DAE una parte consistente della popolazione, in particolare chi statisticamente ha più probabilità di entrare in contatto con grandi quote della popolazione (allenatori, custodi di impianti sportivi, vigili urbani e/o dipendenti comunali, insegnanti o altro personale scolastico, etc)
3. Effettuare una campagna di informazione il più capillare possibile verso la popolazione con incontri pubblici, sul sito web comunale, giornale del comune, campagna di stampa su testate locali in cui ribadire i concetti fondamentali della patologia (morte improvvisa, sue implicazioni e perché si debba trattare molto precocemente, info sulla RCP).
4. Dare informazione chiara e dettagliata riguardo alla dislocazione dei defibrillatori sul territorio, affinché questi ultimi siano facilmente e rapidamente fruibili nel caso se ne presenti il bisogno.
5. Eventuale allargamento delle conoscenze, anche con uso di corsi on-line ed iniziative sul web, che possono avere maggior appeal soprattutto sulla fascia più giovane, magari con verifica finale e stampa di attestato.
6. Informazione nelle scuole, con inserimento di almeno 4 ore/anno per gli alunni del 3° anno delle medie inferiori.
Il progetto quindi non prevede solo l’acquisto ed il posizionamento dei DAE sul territorio ma ha bisogno di diffondere la cultura della prevenzione e del trattamento, che và effettuata mediante FORMAZIONE ed INFORMAZIONE
Finora il progetto è stato ben attuato nel comune di Negrar, ma soprattutto nel comune di Grezzana ha trovato una attuazione piena. Qui il sindaco Mauro Fiorentini ha subito accettato il progetto che è stato attuato grazie alla fattiva collaborazione della Croce Verde di Grezzana ed al finanziamento dato dalla Fondazione Just; si assiste dunque ad una fattiva e perfetta collaborazione delle forze del territorio che finalizzano un progetto a tutela della popolazione. Sono stati qui posizionati 12 DAE, sono stati formate 120 persone all’uso del DAE ed alle manovre rianimatorie, soprattutto allenatori e persone delle società sportive che gravitano nel comune.
Il progetto è in fase di valutazione anche da parte di altre amministrazioni comunali della provincia di Verona.
Io spero davvero che questa esperienza venga apprezzata e replicata su tutto il territorio italiano, per far sì che molte più persone vengano salvate.
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