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Per una migliore valorizzazione del Radicchio rosso di Verona e della Patata dorata del Basso Veronese. Un’ipotesi di proposta da Aselogna, Verona.

di admin
Nel Basso Veronese, vivissima e lodevolissima è l’attenzione per la promozione dei prodotti locali e del territorio da parte delle Pro Loco, della Confraternita per il Radicchio rosso di Verona di Casaleone e dei Comuni di Casaleone stessa e di Roveredo di Guà, noto, quest’ultimo, oltre che per il Radicchio, anche per la sua “Patata…

Per un vero processo di valorizzazione sia dell’uno che dell’altra, vitale sarebbe un piano, da realizzarsi nel giro di 3-4 anni, che, studiato e promosso, in sedute specifiche, dai Comuni stessi, e rivolto alle varie componenti sociali, coinvolgesse residentii adulti d’ogni età, giovani frequentanti scuole d’ogni ordine e grado e, non ultimi, gli agricoltori. Ciò, spiegando loro che, per valorizzare Radicchio e Patata e per incrementare il reddito derivante dalle due produzioni, è necessaria un’azione comune coordinata, atta a coinvolgere la totalità del territorio e, come accennato, tutte le categorie di cittadini e non solo, quindi, l’attivo mondo agricolo.
Da Aselogna, nel convegno del 20 febbrario 2013, voluto dalla Pro Loco di Casaleone, è partito un messaggio innovativo, dedicato al Radicchio, diretto a tutta la popolazione del territorio produttivo del prezioso vegetale, non solo per fare conoscere lo stesso, ma anche per una costante valorizzazione ed abbellimento del territorio, in particolare, con l’intervento diretto dell’agricoltore come “sentinella del territorio”. Vanno curati i centri cittatini con balconi e piazze fioriti, fornendo servizi d’ospitalità, come è già con gli agriturismi, con percorsi didattici descritti e prefissati, con la creazione di piste ciclabili, per fare della zona produttiva di Radicchio e di Patata una culla innovativa, sempre più attraente. Nella quale il visitatore, dovutamente preinformato su tali offerte, possa meglio degustare, così come avviene nelle strade del vino, Radicchio e Patata, scoprendo, quindi, tradizioni anche culinarie, dalle ricette pregiate, dettate da chi ci ha preceduto. Il tutto, derivante da un percepito modello di organizzazione funzionale e correttamente partecipata. Nel quadro d’attuazione graduale di tale progetto, l’agricoltore non sarà più considerato solo tale, bensì quindi anche attore diretto in grado d’espletare, accanto alla sua naturale e principale opera agricola, anche funzioni innovative ed alternative, tramite incarichi regolarmente ricompensati dal Comune, in base al Decreto legislativo 228/18 maggio 2001, realizzando così l’auspicata “multifunzionalità” dell’agricoltura. La quale, come attività economica innovativa per le aziende agricole, prevede l’ampliamento della normale attività rurale, con la fornitura di servizi, come la manutenzione di siepi (lungo strade), la pulizia di fossati e di torrenti, lo spandimento di sale in caso di caduta di neve e, eventualmente, la pulizia delle strade dalla stessa. Un’Aselogna innovativa, quindi, che mira ad un’accoglienza, in cui attenzione per l’ambiente, per il paesaggio, per il corretto uso del suolo e dell’acqua, favorisca quel turismo intelligente, locale ed estero, che apprezza balconi fioriti in ogni abitazione e fiori in piazza, agriturismi innovativi, percorsi didattici studiati, piste ciclabili, paesaggio bene curato ed un’agricoltura rispettosa dell’ambiente… Un complesso di fattori, dunque, cui agricoltori, cittadini, scolari e studenti potranno dare, a ciò invitati, il proprio contributo, a miglioramento del progetto in parola., da divulgare, fra l’altro, anche “via internet”. Ottimo sarebbe se la nostra proposta potesse essere presa in considerazione dai signori Sindaci, per verficarne l’attuabilità effettiva, pur con le modifiche ritenute necessarie. Una proposta, un substrato, che vuole ampliare la commerciabilità dei due pregevoli ortaggi in parola, con conseguente incremeto pure del benessere sociale nel territorio, anche per le future generazioni.

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