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CINQUE MILIARDI DI RISPARMI IN 6 MESI:LA CONTROPROPOSTA DELLE PROVINCE

di admin
I Presidenti delle Province metropolitane presentano la proposta di legge per l’istituzione delle Città metropolitane, la riduzione delle Province e la cancellazione degli enti strumentali.A pochi giorni dalla prima riunione del Coordinamento Upi delle Province Metropolitane, che si è tenuto a Firenze il 26 gennaio scorso, è pronta la proposta di legge nazionale che indica…

La proposta, che prevede un risparmio per le casse pubbliche di almeno 5 miliardi di euro, è stata presentata oggi in una conferenza stampa, cui sono intervenuti  insieme al Presidente dell’ Upi, Giuseppe Castiglione e al Vice  Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, il Presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, il Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l’Assessore  ai trasporti della Provincia di Venezia, Giacomo Grandolfo.  
“Il nostro è un contributo fattivo per una vera riforma istituzionale – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – Le norme contenute nel decreto Salva Italia non porteranno alcun risparmio e anzi, aumenteranno la spesa pubblica gettando i territori in un lungo periodo di caos. Vogliamo aiutare il Governo in questo processo di riforma che condividiamo a pieno, per questo la nostra proposta è fortemente innovativa e prevede, a partire dalla istituzione delle città metropolitana, comporta una forte riduzione del numero delle Province e del numero degli uffici dello Stato. Soprattutto, cancella tutti gli entri strumentali, le agenzie, le spa, che sono il vero costo della politica. Crediamo davvero che sia una proposta  per il bene del Paese, e per questo chiederemo al Governo e al Parlamento, sia nella Commissione paritetica per le riforme istituzionali che attraverso i partiti politici, di dare seguito a questo processo virtuoso”.
“Il famoso Salva Italia – ha aggiunto il Vice Presidente dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino – prevede un risparmio ipotetico di 65 milioni di euro. Noi invece abbiamo stimato che attraverso questa proposta si potrà arrivare ad un risparmio certo di almeno 5 miliardi di euro, da qui ai prossimi 6 mesi. 2,5 miliardi verranno dalla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, 1,5 miliardi dalla cancellazione delle società e degli enti strumentali, 1 miliardo dalla riduzione e dall’efficientamento delle Province. Sono numeri importanti, ma soprattutto dimostrano la piena volontà delle Province di sostenere concretamente il Governo nel percorso di riforma del Paese”.

I dati
Le Città metropolitane
 
POPOLAZIONE
TERRITORIO
PIL COMPLESSIVO (m€)
TORINO
3.123.205
6.830,3
85.588
MILANO
3.136.971
1.620,6
114.067
VENEZIA
858.915
2.466,5
25.571
GENOVA
883.180
1.838,5
24.619
BOLOGNA
984.342
3.702,4
32.599
FIRENZE
991.862
3.514,4
30.556
ROMA
4.154.684
5.381,0
135.808
NAPOLI
3.079.685
1.171,1
48.804
BARI
1.252.249
3.825,4
21.963
REGGIO CALABRIA
565.756
3.138,2
9.336
Totale aree metropolitane
19.030.849
33.488,4
528.911
 
 
 
 
TOTALE NAZIONALE
60.340.328
301.336,0
1.559.224
INCIDENZA SU TOTALE
31,5
11,1
33,9

Enti e agenzie strumentali (consorzi, aziende, spa)
I costi
Enti e Agenzie Regionali
€ 3.684.447.564
Aziende e società pubblici servizi comunali
€ 675.684.950
Aziende e società pubblici servizi provinciali
€ 161.141.446
BIM, ATO, CONSORZI
€ 486.285.518
 
TOTALE
€ 5.007.559.478

I punti chiave della Proposta
Città Metropolitane
Si assegna una delega al Governo ad emanare, entro 4 mesi dall’approvazione della legge, uno o più decreti legislativi  per l’istituzione delle città metropolitane, nell’ambito di una regione, nelle materie previste dalla legge sul federalismo fiscale e per il riordino delle province, previo parere delle commissioni  parlamentari competenti.
Entro un mese dall’approvazione della legge, attraverso un accordo in Conferenza Unificata, sono definiti gli indici demografici, geografici ed economici per la delimitazione delle aree metropolitane e delle circoscrizioni provinciali in ogni regione.
Entro due mesi dalla definizione dell’accordo in Conferenza unificata, i comuni del territorio, secondo quanto previsto dall’articolo 133 della Costituzione,  si aggregano nelle nuove circoscrizioni provinciali o metropolitane, nel rispetto del principio di continuità territoriale.
Il territorio della città metropolitana coincide con il territorio di una o di più province.
La città metropolitana acquisisce tutte le funzioni della provincia e le funzioni del comune capoluogo di ambito metropolitano; ad essa sono attribuite le risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
La città metropolitana prende il posto della provincia e del comune capoluogo e si articola al suo interno in comuni metropolitani.
Queste le principali novità previste dalla proposta, per quanto riguarda le Province e il riordino dell’amministrazione statale e regionale.
Ciascuna provincia deve avere una dimensione adeguata dal punto di vista demografico, territoriale ed economico, per l’esercizio delle funzioni fondamentali previste dalla Legge sul federalismo fiscale.
Per razionalizzare le circoscrizioni territoriali, lo Stato e le Regioni a Statuto speciale procedono alla riduzione del numero delle Province e alla ridefinizione delle circoscrizioni provinciali, anche in conseguenza dell’istituzione delle città metropolitane.
Conseguentemente alla nuova delimitazione delle circoscrizioni provinciali e metropolitane, vengono accorpati gli  uffici territoriali del governo.
Si prevede che  le funzioni amministrative siano esercitare dai Comuni, dalle province e dalle città metropolitane:  si eliminano quindi tutti gli  enti o le agenzie statali, regionali e degli enti locali.

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