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La finzione letteraria

di admin
Venerdì 2 dicembre dalle 9.15 alle 18 si tiene la giornata studi dal titolo “Realtà letteraria e polifonia” su Roman Ingarden alla Fondazione Centro Studi Campostrini insieme ad esperti di linguistica, filosofia, critica letteraria e del teatro.

Che cos’è un’opera lettararia? Qual è lo statuto delle finzioni che ne costituiscono la trama e quale rapporto intrattengono con la realtà? La finzione letteraria è il tema al centro della giornata di studi “Realtà letteraria e polifonia” organizzata venerdì 2 dicembre dalle 9.15 alle 18 alla Fondazione Centro Studi Campostrini in occasione della recente pubblicazione del volume di Roman Ingarden: L’opera d’arte letteraria, tradotto e curato da Lidia Gasperoni per i tipi delle Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini.
Il seminario si propone di studiare ed approfondire quest’opera di riferimento, molto citata ma forse ancora poco letta, nei suoi singoli aspetti: dallo statuto ontologico degli oggetti finzionali alla specificità letteraria dell’opera d’arte, dalla fonologia del testo e dalla teoria del significato alla ricezione cognitiva nella lettura. «Attraverso il contributo di relatori provenienti dall’ambito della linguistica, della filosofia, della critica letteraria e del teatro – spiega Lidia Gasperoni, dottoranda di ricerca alla Technische Universität di Berlino – la giornata di studi si propone di approfondire i singoli aspetti dell’opera di Roman Ingarden, che si concentra sulla questione della finzione letteraria». Ingarden (1893-1970) è tra i primi ad introdurre l’idea di "polifonia" dell’opera letteraria ed è una delle figure più importanti della fenomenologia e dell’estetica del XX secolo, a cui «va ancora oggi riconosciuto il merito di aver posto con grande originalità la questione dell’essenza "fenomenologica" dell’opera d’arte letteraria. Di quest’ultima egli ne rivendica l’"oggettività" in modo intelligente, stimolando così una riflessione che si profila ancor oggi di estrema fecondità per la critica letteraria, l’estetica, ma anche l’ontologia e la filosofia del linguaggio».
La giornata di studi vedrà coinvolti importanti studiosi che si propongono di dialogare attorno al tema della realtà letteraria, a partire dai pregevoli contributi apportati da Roman Ingarden agli studi di estetica e di critica letteraria. Oltre a Lidia Gasperoni che si occupa di filosofia del linguaggio e teoria della conoscenza in particolar modo nel diciottesimo secolo, intervengono: Federico Albano Leoni, ordinario di Linguistica generale all’Università La Sapienza di Roma, Daniela Angelucci, ricercatrice universitaria alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tre, Sara Fortuna, docente all’Università “Guglielmo Marconi” di Roma e si occupa di estetica e pensiero femminista, Marco Tedeschini, dottorando di ricerca in Scienze filosofiche e sociali all’Università Tor Vergata di Roma, Cristina Travanini, dottoranda di ricerca alla Scuola Superiore di Studi in Filosofia di Graz, Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore, Elisabetta Villa­no, dottoranda in Storia del teatro moderno e contemporaneo all’Istituto universitario L’Orientale di Napoli. Partecipano alla discussione Francesca De Vecchi (Milano), Roberto Poli (Trento) e Gabriele Scaramuzza (Milano).

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