Degustare sidro e aceto di mele
di adminVeneto Agricoltura sull’argomento ha promosso una pubblicazione.
La mela non è solo polpa e buccia. Da quì discendono conseguenze importanti per la diversificazione delle attività agricole, in particolare di montagna, per il loro reddito e per la salvaguardia della biodiversità. Su questo argomento giovedì e venerdì a Thiene (VI), presso il laboratorio di analisi sensoriali dell’Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Veneto Agricoltura, si terrà un evento dedicato alla degustazione di aceti e distillati di mela. In cattedra Siegfried Quendler del “Obst und Weinbau Zentrum” (OWZ) di S. Andrä (Carinzia Austria) coadiuvato da Alberto Marangon del Laboratorio sensoriale di Thiene (Vi). Le lezioni verteranno su: “La teoria dell’analisi sensoriale” e “I distillati e gli aceti: riconoscerli, riconoscere gli errori. Esame descrittivo, esame valutativo”. Tra i presenti un gruppo scelto di studenti e tecnici. Nella recente pubblicazione “Succo, sidro e aceto di mela”, edita da Veneto Agricoltura (a cura di Siegfried Quendler), ci si è occupati esattamente di questo. Una sintesi di appunti su studi ed esperienze transfrontaliere, che hanno analizzato le fasi di produzione di succo, sidro e aceto di mela, tradizione molto consolidata in Carinzia. La pubblicazione in questione fa parte del progetto Trans Rural Network, un progetto di cooperazione transfrontaliera che comprende quattro aree di lavoro: Alpeggio, Frutticoltura-Viticoltura, Agriturismo, Colture Erbacee. L’obiettivo generale è sviluppare in modo sostenibile il settore frutticolo in zone di montagna, valorizzando e conservando antiche varietà di specie che si stanno nel tempo perdendo, e che costituiscono un prezioso patrimonio di storia e biodiversità.
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