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Per fortuna che il sushi radioattivo ora viene in Italia!

di admin
Perché non introdurre una specie di “robin tax” sul nucleare a favore delle popolazioni indigene e selvagge, o previdenti, come le italiane, che non inquinano il mondo con la radioattività?

Molti telecronisti dal Giappone in questi giorni dicono che Tokio è fortunata perché i venti spingono verso il mare le nuvole radioattive che sono fuoriuscite dalle centrali sicure (le prossime però sono più sicure, e le prossime ancora lo saranno di  più, e quelle prossime  ancora di più, ecc. ecc. ). Il grande oceano inghiotte tutto e forse in Italia non arriveranno questi cumulonembi ricchi di radioattività. Invece, i pesci di quelle sponde dell’Oceano e dei famosi mari del sud,  probabilmente ne assumeranno una certa dose che poi la scala trofica accumulerà e  che alla fine arriveranno anche nei piatti di sushi di Verona. Gli atolli della Polinesia brilleranno certo per la cristallinità delle loro acque ma tra un po’ lo faranno anche di notte per la radioattività dei loro pesci! Non ci piace scherzare oltre su queste cose serissime. Sta di fatto che ora noi dobbiamo attrezzarci a sostenere delle spese, e l’elenco sarebbe lungo, anche per coloro che fortunati non si beccano la radioattività da loro prodotta! Non è tempo di capire che o si fa un salto di qualità con la ricerca e si arriva ad un nucleare pulito o per ora non rimane altra scelta che sfruttare le ingenti risorse energetiche che il pianeta e l’intelligenza umana danno, progettando fin da subito l’abbandono dei  combustibili fossili ed intervenendo a favore ad esempio dei medi e micro impianti. Tante piccole foglie su un albero rendono l’albero autosufficiente!

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