Se la Fondazione va al Banco…
di adminAbbiamo perduto una banca , la Cariverona, dobbiamo ora cercare di mantenere più forte possibile il legame con l’altra banca storica veronese, la ex Mutua, ora Gruppo Banco POPOLARE. E’ di questi giorni la notizia apparsa, e benevolmente commentata dai vertici del Banco, che la Fondazione Cariverona, rompendo un a sorta di tabù, ha intenzione di assumere una quota significativa del prossimo aumento di capitale. Si parla di circa 200 mln di euro pari al 10% del capitale offerto. La borsa oggi ha subito gradito premiando il titolo, che ha peraltro beneficiato anche di un giudizio favorevole emesso da una nota banca di affari. Questo dovrebbe far capire a molti veronesi dell’opportunità unica di riprendersi quote significative del Banco e di non lasciarle in mani “straniere”, come quelle del consorzio di garanzia. I veronesi dovrebbero investire ricomprando le azioni che solo qualche tempo fa sono state vendute. Molti possono essere i motivi che dovrebbero spingere un accorto investitore a sottoscrivere questo aumento di capitale: dal nuovo management, al ritorno alla redditività, ad altri più tecnici o locali. Passerà la crisi e le banche resteranno e quelle soslide e ben gestite torneranno a fare utili, non lasciamoci avvilire da cassandre e momenti difficili che ci sono sempre stati e ci saranno ancora. Puntiamo sul nuovo piano industriale che a breve dovrà essere presentato con un salto culturale dovuto ad una società fortemente banca rizzata.
E, se permettete un opinione di pancia: con la Fondazione Cariverona che investe, oltre che un segnale per tutte le altre Istituzioni di credere nel territorio di muoversi, è facile pensare che, data la proverbiale prudenza negli investimenti del Presidente Biasi, il board di via Forti abbia avallato l’operazione investendo copiose risorse perché ha fiutato un buon affare; a ciò fa seguito la domanda: perchè non fare altrettanto? Con prudenza e fatti in conti in tasca propria io qual cosina ci scommetterei!
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