Bassano del Grappa: l’industria del “caro estinto” non fattura
di adminFatturati molto inferiori al reale e contabilità irregolare. Scoperta dalle Entrate di Bassano del Grappa un’evasione di 1 milione e 127 mila euro in seguito a un’operazione di verifica che ha coinvolto molte aziende locali operanti nel settore del “caro estinto”. Gli ispettori del Fisco hanno svolto controlli a 360 gradi nei confronti dei produttori di articoli funerari e delle agenzie di onoranze funebri.
Servizi funebri – Il controllo nei confronti delle agenzie di onoranze funebri ha visto i funzionari del Fisco impegnati in una vera e propria attività di intelligence a largo raggio.
Attraverso l’acquisizione di notizie presso l’Ulss n. 3 di Bassano del Grappa è stato determinato il numero esatto di servizi funebri realizzati dalle agenzie. Raffrontando questi dati con le scritture contabili è emerso un diffuso sistema di sottofatturazione. In pratica, le somme fatturate erano sempre corrispondenti alla detrazione fiscale di 1.549,37 euro, prevista per questa tipologia di prestazioni. Questo anche se il funerale includeva servizi di alto livello (trasporto, bara di legno pregiato, fiori e altri optional).
Ulteriori elementi di prova sono arrivati dai questionari somministrati ai parenti dei defunti, cui è stato anche chiesto di confermare le modalità di pagamento e la corrispondenza degli importi. L’incrocio dei dati ha permesso di appurare che il pagamento avveniva in massima parte in contanti e i preventivi e le quietanze erano quasi il doppio rispetto alla cifra fatturata. Per alcuni funerali, la fattura non veniva neanche emessa.
L’esame delle scritture contabili, l’analisi dei dati e le indagini finanziarie sui conti correnti delle agenzie hanno permesso di accertare maggiori ricavi omessi per oltre 216mila euro.
Produzione di articoli funerari – Il secondo filone di indagine è partito dall’analisi delle fasi di realizzazione dei feretri. I funzionari del Fisco hanno calcolato che per costruire una bara sono necessarie da 2 a 6 verghette. Per cui, partendo dal numero di verghette acquistate o prodotte in proprio e dalla tipologia dei cofani, è stato possibile stabilire l’effettivo numero di casse fabbricate. La verifica, completata dall’esame della contabilità, ha permesso di accertare ricavi evasi per oltre 911 mila euro.
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