Sindaco Tosi: “Galan? Un disco rotto! Giudica la sanità Veneta sulla base del partito degli Assessori”
di adminPerò l’aveva detto pari pari anche il 21 febbraio 2005, prima cioè che la sanità fosse assegnata a assessori della Lega Nord, quando, nella cronaca di un convegno a Verona. la stampa locale pubblicò, senza essere smentita, che …tra le eccellenze veronesi, Galan ha inserito anche la sanità…., il Veneto oggi conta 71 ospedali, una buona fetta sono sul territorio provinciale veronese, la citazione è testuale, “forse perché Verona ha avuto molti assessori alla Sanità…”. Sembra un disco rotto, che ripete sempre lo stesso ritornello. Sarà bene, allora, rinfrescargli la memoria: nei 25 anni prima dell’era Galan, la sanità veneta ha avuto assessori patavini (6 anni), veronesi (15 anni), vicentini (4 anni). Nessuno, comunque, della Lega Nord. Nei primi 10 anni della sua presidenza (un altro patavino e un trevigiano, 5 anni ciascuno) nessuno, se non Galan stesso, ha potuto ostacolare la da lui auspicata, forse solo a parole, razionalizzazione della sanità veronese; che peraltro non doveva essere così malvagia se, il 3 febbraio 2005, nonostante i “troppi assessori veronesi” in carica prima dell’arrivo dei leghisti, lo stesso Presidente della Regione affermava alla stampa locale che “Gli ospedali, i servizi sociosanitari sul territorio e l’Università fanno di Verona la punta di diamante della sanità veneta e nazionale”, concetto da lui ribadito (“a Verona risiede la sanità di eccellenza”) il 16 febbraio 2005. Allora delle due, l’una: o la sparava grossa allora, o la spara grossa adesso per polemizzare contro assessori colpevoli non di essere veronesi ma di non essere galaniani. In ogni caso, parlando di buona o mala gestione, sarà bene ricordare a tutti, lui compreso, che Verona ha ancor oggi più posti letto di Venezia, ma quel che è certo è che un posto letto a Venezia costa più del doppio di un posto letto nella “mal gestita”, secondo lui, Verona. Comunque, fra poco più di un mese, Verona inaugurerà il suo nuovo Polo Chirurgico, realizzato né in project financing né a spese della Regione, bensì della Fondazione Cariverona (per la maggior parte) e dello Stato: sarà certo il presupposto anche per l’ulteriore razionalizzazione dei posti letto nel Veronese. Più che a Verona, qualche difetto della sanità veneta, forse, ha abitato troppo a lungo al piano nobile di Palazzo Balbi se, dopo 15 anni di Presidenza, qualcuno non sa ancora quanti ospedali per acuti abbiano Verona, Treviso e Vicenza.
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