Medio Oriente, occasione da non perdere per le imprese italiane
di adminCalearo: anche il marmo nel progetto di legge Made in Italy.
I segnali positivi registrati dal settore nei primi sei mesi di quest’anno, soprattutto per quanto riguarda le esportazioni di marmi e graniti sia grezzi che lavorati (+6% rispetto al primo semestre dello scorso anno) e di macchine e attrezzature per la lavorazione (+28,9%) sottolineano come il comparto abbia imboccato la strada, certo ancora in salita, della ripresa. La ricerca di nuovi mercati e la consapevolezza che solo puntando sulla qualità, la creatività e il gusto tipico del miglior Made in Italy sarà possibile competere all’estero, è uno dei temi che più ha tenuto banco nel corso della 45^ edizione di Marmomacc.
Lo ha ricordato anche l’on Massimo Calearo cofirmatario del progetto di legge sul Made in Italy nel corso della sua visita alla manifestazione: «Il progetto Made in Italy è solo all’inizio e deve andare proprio ad aiutare i comparti come quelli del marmo che ha una grande storia ma non ha dei marchi conosciutissimi come la moda o la tecnologia; quindi in questo contesto è molto importante e ci lavoreremo sopra. Il Made in Italy è il fiore all’occhiello dell’economia italiana: alcune settimane fa ho visitato alcune aziende del marmo nel veronese e ho visto delle vere opere d’arte: aziende ad altissima tecnologia ma che operano ad elevatissimo livello artistico.. Questo è quello che dovrebbe essere tutelato da Made in Italy».
Sul fronte delle opportunità offerte dai mercati emergenti Marmomacc ha organizzato tra le altre iniziative anche due seminari specialistici, in collaborazione con l’ICE (Istituto per il Commercio Estero)e su Libano, Siria ed Emirati Arabi Riuniti.
Il primo intitolato “Libano e Siria: opportunità del mercato delle costruzioni per le aziende italiane”, è stato condotto da Sebastiano Del Monte, direttore dell’ICE di Beirut e conoscitore anche del vicino mercato siriano. L’Italia è ancora fra i principali partner commerciali libanesi e si pone al 5° posto dopo Usa Francia, Cina e Germania. Il saldo commerciale è ampiamente a nostro favore con esportazioni complessive nel 2009 per 1,2 miliardi di dollari. In questo scenario i materiali da costruzione pesano per il 3,3% (circa 40 milioni di euro) in crescita del 23,8% rispetto al 2008.
Diversi fattori favoriscono gli investimenti. Fra i più importanti la mancanza di imposte sul capital gain, le reali necessità abitative dopo le distruzioni della guerra, la crescita economica complessiva del paese, capace di supportare il settore delle costruzioni e la creazione della possibilità di richiedere mutui bancari con bassi tassi di interesse. Sono ben 350 i principali cantieri edili aperti per una superficie di circa 10 milioni di mq autorizzati a luglio 2010, il 48% in più rispetto al 2009.
Anche la Siria che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante del PIL pari a circa il 5% annuo rappresenta una opportunità interessante. Il saldo commerciale del nostro paese nel primo semestre 2010 è negativo per circa 82 milioni di euro ma mostra una crescita dell’11% dell’esportazione di macchine e apparecchi meccanici (252 milioni di euro, con una percentuale sul totale della voce esportazioni del 35,3%). Nei primi sei mesi del 2010 anche l’esportazione di marmi travertini e graniti è cresciuta del 22% sia pure su volumi complessivamente ancora modesti (1,6 milioni di euro).
Il secondo seminario dedicato agli Emirati Arabi Uniti, è stato invece condotto dal Dott. Francesco Alfonsi, direttore dell’ICE di Dubai. I dati macroeconomici indicano una ripresa della crescita del PIL negli Emirati Arabi Uniti (+ 2,6% nel 2010), con uno sbilanciamento sfavorevole, ovviamente petrolio escluso, della bilancia Export/Import, di 104 miliardi di dollari, 121 contro 17.
La quota italiana all’interno dei prodotti importati dall’EAU è pari a 3,7 miliardi di euro, mentre è di 50 milioni di euro il valore dei lapidei, un valore rimasto sostanzialmente invariato nel corso degli anni, anche nei momenti peggiori della crisi. I lapidei italiani, infatti, sono per la maggior parte materiale pregiato, come marmo granito e travertino finito, destinato a costruzioni di lusso. Ricordiamo che gli Emirati Arabi Riuniti sono al sesto posto tra i principali clienti italiani del settore.
Molta attenzione anche per il mercato egiziano: l’Egitto infatti è diventato uno dei principali acquirenti di tecnologie italiane per un valore che nel 2009 ha toccato i 23 milioni di euro, su un valore totale delle esportazioni di 2,6 miliardi di euro, un livello che ci colloca al secondo posto dopo gli Usa come partner commerciali.
L’industria lapidea egiziana che conta su oltre 700 cave operative e una capacità di produzione superiore ai 5 milioni di blocchi di marmo e granito si colloca tra i primi dieci produttori mondiali. Può contare su una grande disponibilità di amerei prime e sulla favorevole posizione geografica. Le principali attività industriali del comparto si trovano nel distretto di Shaq Al-Teban (presso il Cairo), che è considerato uno dei principali quattro distretti mondiali. L’investimento totale in Egitto nell’industria marmo-lapidea è di circa 2 milardi di dollari.
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