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Raccolte 1682 firme per Sakineh

di admin
L’Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Verona ha raccolto 1.682 firme a sostegno della vita di Sakineh, dopo che nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale aveva deciso di unirsi alla mobilitazione internazionale contro la sentenza di condanna alla lapidazione della donna iraniana, esponendone il ritratto sull’anfiteatro Arena dal 10 al 26 settembre.

Lo rende noto l’assessore alle Pari opportunità Vittorio Di Dio, che nei prossimi giorni si farà carico di inviare le firme raccolte ai Ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Pari opportunità Mara Carfagna, “invitandoli –spiega Di Dio-  a moltiplicare gli sforzi e a continuare ad esercitare tutte le pressioni diplomatiche possibili, al fine di chiedere alle autorità iraniane il rispetto della vita di Sakineh, unitamente alla rinuncia a produrre strumenti di distruzione di massa”.  “Anche Verona si è mobilitata contro l’inaccettabile e vergognosa sentenza che condannava Sakineh alla lapidazione –dice Di Dio- tanto che in poco più di due settimane quasi 1.700 persone si sono recate agli uffici dell’assessorato per sottoscrivere il documento di solidarietà. Noi non sappiamo se Sakineh sia responsabile dell’uccisione del marito –prosegue Di Dio-  non vogliamo sostituirci ai giudici, tantomeno pretendiamo di entrare nei vicende interne di un altro Stato. Ma noi vogliamo che si salvi la vita a Sakineh –che ora le autorità iraniane hanno annunciato di condannare a morte mediante impiccagione-  perché per noi, come per il Ministero degli Esteri italiano e per tutti i Paesi che si sono mobilitati, questa donna è diventata un simbolo: il simbolo della battaglia per l’affermazione dei diritti umani fondamentali, a partire dal diritto alla vita; il simbolo della necessità di ricercare il dialogo ad ogni costo, perché solo dal dialogo può nascere la pacifica convivenza; il simbolo, infine, del rispetto delle diverse identità politiche, culturali e religiose di ogni popolo. Salvare Sakineh significa porre una pietra miliare -una pietra per costruire e non per uccidere-  affinchè nasca, in Iran come altrove, una società più umana e più giusta”.

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