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Agevolazioni a tutto campo per settore primario ed agriturismo

di admin
Sulle vetrine di un importante istituto di credito si legge un messaggio pubblicitario che, grosso modo, recita così: ”non facciamo il tuo mestiere, ma ti aiutiamo a fare il tuo nel miglior modo possibile”.

E’ uno slogan molto bello che, purtroppo, non trova riscontro nel mondo del terziario e dell’ospitalità alberghiera.
Questi settori sono, infatti, oggetto di continue invasioni di campo da parte di altre realtà produttive che potrebbero tranquillamente scrivere questa pubblicità: “non ti aiutiamo a fare nel miglior modo possibile il tuo mestiere, perché lo facciamo noi”.
Ci riferiamo, senza mezzi termini, al settore dell’agriturismo che, attraverso le proprie organizzazioni di rappresentanza, ha dichiarato che il progetto di legge attualmente in discussione presso la quarta commissione agricoltura del Consiglio regionale ingesserebbe il settore.
Servono, secondo le associazioni del mondo agricolo, norme più snelle e liberali.
Ci permettiamo dissentire su questa posizione non già per una, peraltro, dovuta e legittima difesa delle imprese tradizionali, ma perché la libertà d’impresa nel settore dell’agriturismo appare già, da tempo, raggiunta.
Basti pensare che anche i panificatori, oggi, devono competere con gli operatori agrituristici.
Libertà d’impresa accompagnata da regimi fiscali non esattamente speculari a quelli applicati alle imprese tradizionali.
Un decreto del 5 agosto ultimo scorso, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 10 settembre, concederebbe ai coltivatori di equiparare, ai fini della tassazione, una serie di produzioni considerate affini all’attività agricola.
Fra queste troviamo anche il pane.
Diviene possibile per i coltivatori di grano produrre il pane, per chi possiede alberi e piante da frutto produrre marmellate e succhi di frutta, per chi ha bestiame sul proprio terreno, macellarlo e venderne la carne.
Fin qui nulla di strano: sono attività che gli agricoltori già svolgono da anni.
La novità consisterebbe nell’assoggettare queste attività a regimi fiscali agevolati.
Se la norma è stata interpretata in modo corretto ci troveremmo di fronte ad una vera e propria discriminazione.
Quindi non solo facilitazioni di carattere urbanistico,amministrativo, ma anche fiscali.
Tutto ciò in un momento di profonda crisi economica nella quale tutti, ma proprio tutti, dovrebbero essere chiamati a fare sacrifici, soprattutto di natura fiscale.

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