Riceviamo e volentieri pubblichiamo
di adminBANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA ASSEMBLEA 17/4/2010
1.
Intervengo come piccolo azionista e come presidente
dell’Associazione Banche Cooperative Italiane.
2.
L’azione del Consiglio d’amministrazione è debole e conservatrice:
c’è bisogno del cambio di tutti i consiglieri. Ora i consiglieri mantengono
la carica a vita: occorre introdurre un sistema democratico.
L’attribuzione di un solo voto a ciascun socio è tipica della
piccola cooperativa in cui tutti partecipano con stessa quota di capitale.
In una cooperativa di medie dimensioni trattata in borsa, il voto capitario
non è democratico.
Col metodo democratico, il potere spetta a chi ha merito: in
un’azienda il merito si misura con la quantità di capitale sottoscritto. Chi
ha poche azioni ha poco merito. E’ bene che i soci possano esercitare il
diritto di voto proporzionalmente al numero d’azioni posseduto.
Noi, nei nostri studi, officine, aziende, possediamo il 100% del
capitale e su questa base governiamo le imprese e rischiamo tutto il
patrimonio personale. Nella nostra cooperativa, invece, tutti i consiglieri
insieme possiedono un capitale pari ad 1%; essi hanno poco merito.
3.
Il governatore della Banca d’Italia dr. Mario Draghi, in occasione
della Giornata mondiale del risparmio, che si è svolta il 31/10/2006 a Roma,
ha auspicato una riflessione sulla riforma delle BP dicendo: "Rigidità del
principio del voto capitario, limiti alla raccolta delle deleghe di voto,
vincoli alla partecipazione individuale possono determinare
autoreferenzialità del management, insufficiente tutela degli azionisti,
ostacoli al rafforzamento del patrimonio.".
Il governatore, in occasione dell’assemblea dell’ABI, che si è
svolta il giorno 11/7/2007 a Roma, ha richiamato l’attenzione sui "benefici
di una riforma che rimuova, soprattutto per le aziende più grandi e quotate
in borsa, le maggiori anomalie di un ordinamento adatto a realtà locali di
ridotta dimensione.".
4.
E’ stata presentata alla Camera la proposta di legge N. 304, con
oggetto la riforma delle Banche Popolari quotate.
Essa prevede la realizzazione della democrazia societaria basata
sul merito, tramite: l’abolizione del voto capitario e l’aumento del limite
alle deleghe di voto.
Riguardo al voto capitario, la sua abolizione renderebbe il
governo delle cooperative quotate simile a quello delle spa; l’Italia
dovrebbe modificare la legge bancaria ed il codice civile e ciò sarebbe
favorevole alle banche popolari quotate ed ai loro azionisti.
5.
Spero che tale proposta diventi legge dello stato, per fare
trionfare l’etica anche nelle cooperative.
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