Università e territorio: la conoscenza che genera innovazione e sviluppo
di Matteo ScolariL’università non è più solo un luogo di formazione, ma un motore di innovazione, ricerca e sviluppo per il territorio. Matteo Ballottari, Prorettore dell’Università di Verona, spiega come l’ateneo stia rafforzando il proprio ruolo nella valorizzazione delle conoscenze, nel dialogo con le imprese e nella creazione di nuove opportunità per i giovani, contribuendo attivamente alla costruzione del futuro economico locale.
Professore, cosa significa oggi valorizzazione delle conoscenze e quale impatto ha sul territorio?
La valorizzazione delle conoscenze, che un tempo veniva definita terza missione, rappresenta la capacità dell’università di andare oltre didattica e ricerca, per generare un impatto concreto sulla società. Significa trasferimento tecnologico, formazione continua, public engagement e collaborazione con imprese ed enti territoriali. L’obiettivo è uscire dalle mura accademiche e mettere le competenze al servizio del territorio.
Qual è il ruolo della ricerca all’interno dell’Università di Verona?
L’università è certamente un luogo di formazione, ma anche un centro di ricerca avanzata. L’Università di Verona, con oltre 30.000 studenti e 13 dipartimenti, sviluppa sia ricerca di base, per accrescere le conoscenze, sia ricerca applicata, che parte da problemi concreti per trovare soluzioni. In questo contesto gli studenti sono coinvolti direttamente nei laboratori, contribuendo alla generazione di valore anche per le imprese.
Come si costruisce il rapporto tra università e imprese?
Il rapporto con le imprese è costruito attraverso diverse strategie. Da un lato, le aziende partecipano alla progettazione dei percorsi formativi, contribuendo a definire le competenze richieste dal mercato. Dall’altro, l’ateneo promuove collaborazioni dirette attraverso progetti di ricerca commissionata, in cui le imprese portano problemi concreti e i gruppi di ricerca sviluppano soluzioni. A questo si aggiungono stage, tirocini e dottorati cofinanziati, che creano un collegamento diretto tra studenti e mondo produttivo.
Qual è il valore del trasferimento tecnologico e dei brevetti?
Il trasferimento tecnologico è un elemento chiave per trasformare la ricerca in innovazione concreta. L’ateneo dispone di un catalogo di circa quaranta brevetti, una parte dei quali è già in licenza o in fase di acquisizione da parte delle imprese. Il brevetto rappresenta un asset strategico, capace di generare sviluppo, attrarre investimenti e creare nuove opportunità di mercato. Inoltre, l’università incentiva la partecipazione attiva di studenti e ricercatori nei processi di brevettazione, riconoscendone il contributo.
Dai brevetti nascono anche nuove imprese?
Assolutamente sì. In molti casi i brevetti diventano il punto di partenza per la creazione di spin-off universitari. Ricercatori e professori si trasformano in imprenditori, dando vita a nuove realtà che vengono inizialmente incubate all’interno dell’ateneo e poi accompagnate verso il mercato. Questo processo contribuisce a generare innovazione e occupazione qualificata.
Quanto è importante diffondere la cultura del brevetto in Italia?
È fondamentale. L’Italia è storicamente un Paese di grandi inventori, ma meno orientato alla protezione e valorizzazione delle idee. Il brevetto, invece, è uno strumento strategico perché consente di attrarre investimenti, creare partnership e sviluppare nuovi mercati. Diffondere questa cultura significa aumentare la competitività del sistema economico e creare nuove opportunità per i giovani.
Quale ruolo deve avere oggi l’università nel territorio?
L’università deve essere un soggetto attivo, capace di integrarsi con il territorio e contribuire alla costruzione del futuro. L’Università di Verona ha avviato tavoli di lavoro con istituzioni, associazioni e imprese per rafforzare questa collaborazione. L’obiettivo è creare un ecosistema capace di attrarre talenti e trattenere quelli formati sul territorio, invertendo il fenomeno della fuga verso altre realtà e rendendo Verona sempre più competitiva e attrattiva.
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