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Governare il cambiamento: innovazione, competenze e futuro

di Matteo Scolari
Quattro voci a confronto – università, impresa, formazione e trasferimento tecnologico – per raccontare perché l’innovazione oggi passa dalle persone, dalle competenze e dalla capacità di guidare il cambiamento.

L’innovazione non è più una tendenza da inseguire, ma una condizione da gestire. È questo il messaggio che emerge con forza dalle voci di Matteo Ballottari, Alessandro Petrillo, Roberto Santolamazza e Alessandro Boracina , raccolte nell’ultima puntata di Focus Verona Economia: il cambiamento è già in atto e richiede consapevolezza, visione e responsabilità.

Oggi innovare significa andare oltre la tecnologia. Vuol dire ripensare modelli produttivi, processi e organizzazioni, integrando digitale e sostenibilità, come sottolineato da Santolamazza parlando di transizione circolare e competitività. Ma soprattutto significa costruire connessioni: tra imprese e università, tra ricerca e mercato, tra formazione e lavoro.

Roberto Santolamazza, direttore generale T21.
Roberto Santolamazza, direttore generale T21.

In questo scenario, l’università assume un ruolo sempre più strategico. Ballottari ha evidenziato come la ricerca – soprattutto quella applicata – e il trasferimento tecnologico possano trasformare idee e brevetti in valore concreto per il territorio. Un passaggio fondamentale per un sistema che vuole trattenere talenti e generare sviluppo.

Matteo Ballottari, Prorettore Università di Verona
Matteo Ballottari, Prorettore Università di Verona.

Parallelamente, cambia il concetto stesso di competenza. Petrillo ha ricordato come la formazione non sia più un momento iniziale, ma un processo continuo: le competenze evolvono rapidamente e la vera abilità diventa saper imparare, disimparare e adattarsi.

Alessandro Petrillo, cofounder e CEO H-Farm Business School.
Alessandro Petrillo, cofounder e CEO H-Farm Business School.

L’intelligenza artificiale rappresenta il simbolo più evidente di questa trasformazione. Se da un lato alimenta timori, dall’altro apre opportunità enormi. Boracina lo evidenzia chiaramente: non è un nemico, ma uno strumento che libera tempo dalle attività ripetitive e valorizza il contributo umano, soprattutto nei processi decisionali e relazionali.

Alessandro Boracina, founder Faboci Srl.
Alessandro Boracina, founder Faboci Srl.

Ed è proprio qui che si gioca la partita decisiva. Perché, anche in un mondo sempre più tecnologico, il vero vantaggio competitivo resta umano.

Capacità di interpretare, di scegliere, di dare senso al cambiamento.
Capacità, soprattutto, di non subirlo ma di guidarlo.

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