Banco BPM: al primo trimestre utile netto a 370 milioni

di Redazione
Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 31 marzo 2024 del Gruppo Banco BPM. 

Si è riunito ieri sotto la presidenza del dott. Massimo Tononi il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, che ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 31 marzo 2024 del Gruppo Banco BPM. 

L’avvio dell’esercizio 2024 è stato caratterizzato da un quadro macroeconomico generale nel complesso positivo, nonostante permangano elementi di incertezza derivanti, in particolare, dalla situazione geopolitica in Ucraina e Medio Oriente e dalle conseguenti difficoltà sulle catene di  fornitura globali. In tale contesto il Gruppo ha registrato livelli record di redditività con un risultato  lordo dell’operatività corrente pari a € 661,7 milioni ed un utile netto di € 370,2 milioni. 

Nel corso dell’esercizio proseguirà il percorso di implementazione della nuova configurazione delle  fabbriche prodotto nei comparti Bancassurance e sistemi di pagamento. 

Per il comparto Bancassurance, a fine 2023 si sono perfezionate le operazioni di compravendita che  hanno portato all’attuale configurazione societaria con il controllo totalitario da parte del Gruppo delle compagnie operanti nel ramo Vita (Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life) e la partecipazione  in joint venture con Crédit Agricole Assurances di una quota del 35% delle compagnie operanti nel  ramo danni (Banco BPM Assicurazioni, Vera Assicurazioni e indirettamente Vera Protezione). 

Per il corrente esercizio è previsto il proseguimento del percorso di internalizzazione dell’attività del  comparto con l’obiettivo di giungere nel corso del prossimo esercizio alla migrazione informatica su  una nuova piattaforma tecnologica. 

Per il comparto relativo ai sistemi di pagamento, facendo seguito agli accordi siglati lo scorso anno  per la costituzione di una joint venture con FSI e Iccrea, sono in corso le interlocuzioni con le autorità  di vigilanza per il rilascio di tutte le autorizzazioni previste, con l’obiettivo di giungere al closing  dell’operazione nel corso del secondo semestre dell’anno. 

Sempre con riferimento al processo di razionalizzazione della propria struttura organizzativa e  societaria, nel corso del trimestre si è perfezionata, con decorrenza 1° gennaio 2024, l’operazione di  scissione parziale di Banca Akros a favore di Banco BPM relativa al ramo d’azienda costituito dal  complesso di beni e risorse organizzati per lo svolgimento delle attività di “Finanza proprietaria” di Banca Akros. 

Inoltre, nel mese di marzo, la controllata Banco BPM Invest SGR ha ricevuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di gestione collettiva del risparmio e di gestione di portafogli  ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. 

Sul fronte delle operazioni di raccolta e di capitale, nel primo trimestre 2024 la Capogruppo ha  concluso due emissioni, riservate a investitori istituzionali, nell’ambito del Programma Euro Medium  Term Notes: la prima, nel mese di gennaio 2024, relativa a titoli Green Senior Preferred per un  ammontare pari a € 750 milioni, scadenza sei anni e cedola fissa del 4,875%; la seconda nel marzo 2024, relativa a titoli subordinati Tier 2 per un ammontare pari a € 500 milioni, scadenza dieci anni,  cedola fissa del 5% fino al quinto anno e rimborsabile anticipatamente a partire dal quinto anno. Inoltre, sempre nel gennaio 2024 Banco BPM ha concluso il collocamento di una nuova emissione di  Covered Bond (Premium) destinata a investitori istituzionali per un ammontare di € 750 milioni e  scadenza sei anni a valere sul proprio programma di Obbligazioni Bancarie Garantite (BPM Covered  Bond 2) da € 10 miliardi. 

Nel corso del primo trimestre Banco BPM ha inoltre concluso un programma di acquisto di n. 905.286 azioni proprie (pari allo 0,06% delle azioni ordinarie in circolazione) per un controvalore di € 5 milioni al servizio dei piani di incentivazione di breve e lungo termine ai dipendenti. A seguito della  conclusione di tale programma, tenuto conto delle altre azioni proprie già in portafoglio, al 31 marzo 2024 Banco BPM possiede direttamente n. 7.863.970 azioni, pari allo 0,52% del capitale sociale. Si ricorda altresì che l’Assemblea dei Soci del 18 aprile 2024 ha deliberato l’acquisto di azioni ordinarie  di Banco BPM per un ammontare massimo complessivo pari a € 45 milioni a servizio dei piani di  compensi basati su azioni, entro il termine di 18 mesi e non oltre la data dell’Assemblea che sarà  chiamata ad approvare il bilancio relativo all’esercizio 2024. 

La medesima Assemblea dei Soci ha altresì approvato, tra l’altro, il bilancio al 31 dicembre 2023 di  Banco BPM S.p.A. e le proposte sulla destinazione e sulla distribuzione del risultato dell’esercizio. 

Credit rating

In seguito all’assegnazione da parte di S&P Global Ratings di un nuovo rating in area Investment  Grade in data 7 novembre 2023 (di cui: Long-term Issuer Rating Credit Rating a BBB-, con Outlook  Positivo) ed il rialzo dei rating, in data 21 novembre 2023, da parte di Moody’s Investors Service (di  cui: +2 gradini per il Rating a lungo termine del debito Senior Unsecured), nel primo trimestre del 2024  è proseguito un miglioramento nei principali credit rating assegnati a Banco BPM, che, già da  novembre 2023, risultano tutti collocati in area “Investment Grade”: 

  • Fitch Ratings, in data 21 marzo 2024, ha migliorato di un notch le valutazioni sul debito Senior  Preferred e su quello Senior Non-Preferred, confermando tutti gli altri rating con Outlook  Stabile e riconoscendo il significativo rafforzamento del profilo finanziario del Gruppo; 
  • Morningstar DBRS, in data 18 aprile 2024, ha rivisto il Trend di Banco BPM da Stabile a Positivo  per riflettere i recenti e continui miglioramenti della redditività e della qualità degli attivi, che  si aggiungono alla valutazione positiva riguardante il rafforzamento del modello di business,  al solido profilo di funding e di liquidità e alla solida posizione patrimoniale. 

Si ricorda che tutte le società di rating riconoscono il progressivo miglioramento del profilo finanziario  del Gruppo, soprattutto in termini di qualità del credito, patrimonializzazione e redditività, oltre al  forte modello di business e alla solida posizione di funding e di liquidità. 

L’andamento economico della gestione del primo trimestre 2024 

Il margine di interesse si attesta a € 864,4 milioni in crescita del 16,3% rispetto al dato del primo  trimestre 2023 (pari a € 743,0 milioni), principalmente grazie all’incremento dello spread  commerciale, conseguente al rialzo dei tassi di interesse e al limitato impatto sul costo dei depositi.  Rispetto al quarto trimestre del 2023 il margine risulta sostanzialmente stabile (-0,4%). 

Il risultato delle società partecipate valutate con il metodo del patrimonio netto si attesta a € 30,3 milioni, e si confronta con il dato di € 36,3 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio e  di € 49,3 milioni del quarto trimestre 2023 (che però comprendeva il contributo relativo a Vera Vita e BBPM Life, pari a € 15,3 milioni, consolidate integralmente dal primo trimestre 2024).  L’apporto principale alla voce in esame è stato fornito dal credito al consumo veicolato dalla quota  partecipativa detenuta in Agos Ducato, pari a € 17,6 milioni, rispetto a € 22,4 milioni del primo  trimestre 2023, nonché dal contributo della collegata Anima Holding, pari a € 10,8 milioni (€ 5,6 milioni  nel primo trimestre 2023). 

Le commissioni nette del primo trimestre ammontano a € 521,6 milioni in crescita del 5,8% rispetto  al corrispondente periodo dell’esercizio precedente e dell’11,7% nel confronto con il quarto trimestre  2023 per effetto della performance registrata nel comparto dei prodotti di risparmio (+14,6% rispetto  al 31 marzo 2023 e +27,0% rispetto al quarto trimestre 2023). Positivo anche l’apporto della banca  commerciale e altri servizi (+0,9% rispetto al 31 marzo 2023 e +3,9% rispetto al quarto trimestre 2023), grazie al contributo delle commissioni dell’attività di investment banking e su prodotti strutturati che  ha compensato il venir meno delle commissioni per la gestione della liquidità, pari a circa € 15  milioni nel primo trimestre 2023. 

Gli altri proventi netti di gestione sono pari a € 3,8 milioni rispetto a € 2,4 milioni del primo trimestre  2023 e a € 13,7 milioni del quarto trimestre 2023. 

Il risultato netto finanziario del primo trimestre è positivo e pari a € 8,8 milioni e si confronta con il  dato negativo di € -34,1 milioni registrato al 31 marzo 2023. 

La differente contribuzione è giustificata dal maggior apporto dell’attività di negoziazione (€ +50,4 milioni), degli utili da cessione di titoli (€ +9,1 milioni), dei dividendi (€ +14,2 milioni) e dal minor impatto  negativo CVA/DVA (€ +4,7 milioni) che hanno trovato compensazione nel contributo negativo  delle passività valutate al fair value e relativi derivati (€ -38,7 milioni ascrivibile principalmente alla  maggior onerosità della raccolta tramite certificates) e nel diverso impatto della valutazione della quota partecipativa Nexi, interamente dismessa nel corso del trimestre (€ -4,6 milioni). Il confronto con il quarto trimestre 2023, che evidenziava un risultato negativo di € -13,8 milioni, trova  principale spiegazione nel maggior apporto in termini di dividendi (€ + 19,5 milioni). 

Il risultato dell’attività assicurativa del primo trimestre 2024 è pari a € 4,8 milioni e comprende il  contributo delle compagnie Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life. Tale importo non è pienamente  confrontabile né con il dato del 31 marzo 2023, pari a € 9,6 milioni, né con quello del quarto trimestre  2023, pari a € 13,1 milioni, che includevano invece l’apporto di Banco BPM Vita e Banco BPM  Assicurazioni17. Su tale importo ha influito la registrazione one off di una Loss Component (LC) legata  ad alcune gestioni separate di Vera Vita per un ammontare pari a circa €10 milioni. 

In virtù delle dinamiche descritte, il totale dei proventi operativi ammonta quindi a € 1.433,8 milioni,  in crescita sia rispetto a € 1.250,3 milioni registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio  (+14,7%) sia nel confronto con il dato di € 1.396,9 milioni relativo al quarto trimestre 2023 (+2,6%). 

La voce non include l’effetto contabile derivante dalla variazione del proprio merito creditizio sulla valutazione al fair value delle passività di propria emissione (certificates), che ha comportato la rilevazione nel trimestre di un impatto negativo pari a  € -2,7 milioni, rispetto a € +4,9 milioni registrati al 31 marzo 2023 e all’impatto negativo di € -3,1 milioni del quarto trimestre 2023.  

Tale effetto è esposto, al netto delle imposte, in una voce separata del conto economico riclassificato. 16 Il CVA esprime la quota parte delle attività finanziarie valutative (fair value) che potrebbe non essere pagata alla banca  dalla controparte nell’ipotesi di default di quest’ultima. Il DVA esprime la quota parte delle passività finanziarie valutative (fair  value) che potrebbe non essere pagata dalla banca alla controparte nell’ipotesi di default della banca. Il contributo alla voce in oggetto relativo a Vera Vita e alla sua controllata BBPM Life, il cui controllo è stato acquisito in  prossimità della chiusura dell’esercizio 2023, è infatti oggetto di rilevazione a decorrere dall’esercizio 2024.

CCNL

Rispetto al quarto trimestre 2023 (che aveva interamente recepito gli oneri del CCNL aventi  decorrenza 1° luglio 2023) l’aggregato risulta in calo del 6,5%. 

Alla data del 31 marzo 2024 il numero totale dei dipendenti è pari a n. 19.775 risorse (di cui 137 afferenti alle compagnie assicurative), rispetto alle n. 19.761 risorse in organico al 31 dicembre 2023  (di cui 146 afferenti alle compagnie assicurative). 

Le altre spese amministrative, pari a € 172,9 milioni, evidenziano un incremento dell’1,6% nel  confronto con il dato del primo trimestre 2023, pari a € 170,2 milioni, anche per effetto delle  dinamiche inflattive in corso. La voce in esame registra una crescita del 14,9% rispetto al dato del  quarto trimestre 2023. 

Le rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali ammontano complessivamente a €  64,1 milioni e si confrontano con il dato di € 64,5 milioni del primo trimestre 2023 e di € 49,1 milioni del  quarto trimestre 2023, che includeva componenti positive non ricorrenti derivanti dal ricalcolo degli  ammortamenti sui beni acquisiti in leasing operativo/locazione per € 16,9 milioni. 

Il totale degli oneri operativi risulta pertanto pari a € 668,7 milioni, con un incremento del 4,5% rispetto  a € 640,0 milioni del primo trimestre 2023 e dell’1,1% nel confronto con il quarto trimestre 2023.  

Il cost income ratio del trimestre è pari al 46,6%, inferiore sia rispetto al 51,2% del primo trimestre 2023 che al dato relativo all’intero 2023 (48,1%). 

Il risultato della gestione operativa del primo trimestre risulta pari a € 765,1 milioni in crescita del 25,4%  rispetto a € 610,3 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente e del 4,0% rispetto al  dato di € 735,7 milioni del quarto trimestre 2023. 

Le rettifiche nette su finanziamenti verso clientela del primo trimestre, pari a € 82,5 milioni, evidenziano  una riduzione sia rispetto al dato del 31 marzo 2023, pari a € 137,5 milioni, sia nel confronto con il  quarto trimestre 2023, pari a € 175,0 milioni.  

Al 31 marzo 2024 il costo del credito annualizzato, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di  valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 31 p.b., in riduzione rispetto a 53 p.b. di fine 2023. Tale risultato è stato ottenuto salvaguardando i solidi livelli di copertura raggiunti nei periodi  precedenti. 

Il risultato della valutazione al fair value delle attività materiali al 31 marzo 2024 è pari a € -13,4 milioni  (€ -1,9 milioni nel primo trimestre e € -102,7 milioni nel quarto trimestre 2023), a seguito  dell’adeguamento del valore di alcuni immobili sulla base delle perizie aggiornate. 

Nella voce rettifiche nette su titoli ed altre attività finanziarie sono rilevate minusvalenze nette per € – 3,0 milioni (€ +0,7 milioni al 31 marzo e € -2,1 milioni nel quarto trimestre 2023). 

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri del primo trimestre ammontano a € -5,0 milioni  (riprese nette per € 2,4 milioni al 31 marzo 2023 e stanziamenti netti per € -8,3 milioni nel quarto  trimestre 2023). 

La voce utili/perdite su partecipazioni e investimenti al 31 marzo 2024 ammonta a € +0,4 milioni (€  +0,2 milioni al 31 marzo e € +0,3 milioni al 31 dicembre 2023). Si precisa che gli importi relativi agli  aggiustamenti prezzo previsti dagli accordi relativi all’acquisto di Vera Vita e Vera Assicurazioni da Generali Italia e alla vendita di Banco BPM Assicurazioni e Vera Assicurazioni a Crédit Agricole  Assurances sono stati rilevati nella voce ad hoc del conto economico riclassificato denominata  “impatti bancassurance al netto delle imposte”.

Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato lordo dell’operatività corrente ammonta a € 661,7 milioni rispetto a € 474,2 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (+39,5%). 

Le imposte sul reddito dell’operatività corrente sono pari a € -215,4 milioni (€ -147,4 milioni al 31 marzo 2023). 

Il risultato netto dell’operatività corrente ammonta pertanto a € 446,3 milioni e risulta in crescita del  36,6% rispetto al dato di € 326,8 milioni del primo trimestre 2023 e del 30,1% rispetto a € 343,1 milioni  del quarto trimestre dell’esercizio precedente. 

Al conto economico del trimestre sono stati addebitati oneri relativi al sistema bancario al netto  delle imposte per € 68,1 milioni (€ 100,9 milioni al lordo delle imposte), rappresentati dalla stima  dell’ultima quota contributiva annuale dovuta al Fondo Interbancario Tutela Depositi (FITD); nel  corrispondente periodo dell’esercizio precedente era stata rilevata la stima dell’ultima quota  contributiva annuale dovuta al Single Resolution Fund, per € 57,3 milioni (€ 84,9 milioni al lordo delle  imposte)21

Nella voce impatti bancassurance al netto delle imposte sono rilevati gli effetti per complessivi € 2,5  milioni, riconducibili alla revisione delle stime condotte nel bilancio 2023, conseguenti alla definizione  dei prezzi delle transazioni di acquisto e di vendita correlate al riassetto dell’attività di  bancassurance, al netto del relativo effetto fiscale22

Nel trimestre la variazione del merito creditizio sui Certificates emessi dal Gruppo, al netto delle  imposte ha generato un impatto negativo pari a € -1,8 milioni (€ -2,7 milioni al lordo degli effetti  fiscali), rispetto all’effetto positivo rilevato nel primo trimestre 2023 pari a € +3,3 milioni (€ +4,9 milioni  al lordo degli effetti fiscali). Nel quarto trimestre 2023 l’impatto era stato negativo e pari a € -2,1 milioni  (€ -3,1 milioni al lordo degli effetti fiscali). 

Al 31 marzo 2024 l’impatto della Purchase Price Allocation al netto delle imposte ammonta a € -8,7 milioni e si confronta con il dato del primo e del quarto trimestre 2023, rispettivamente pari a € -7,4  milioni e € -6,8 milioni. A partire dal primo trimestre 2024 la voce in esame include anche gli impatti  legati al reversal della PPA correlati all’acquisizione del controllo di Vera Vita e di BBPM Life  perfezionata a fine 2023. 

Per effetto delle dinamiche sopra esposte, il primo trimestre 2024 si chiude con un risultato netto di  periodo positivo pari a € 370,2 milioni (€ 265,3 milioni al 31 marzo 2023 e € 321,1 milioni nel quarto  trimestre 2023). 

Probabile evoluzione della gestione 

L’andamento dell’economia nei primi mesi del 2024 ha confermato una buona resilienza complessiva, nonostante il persistere delle crisi geopolitiche: le ultime previsioni delineano una  costante crescita (seppur debole) nell’Eurozona per il 2024, che troverà più vigore nel 2025. Per l’Italia  le aspettative sono leggermente più ottimistiche rispetto a quelle formulate ad inizio anno, in particolare sull’inflazione e sulla crescita del PIL, adesso posizionata tra lo 0,9% (Confindustria) e l’1%  (DEF). Diversamente dagli USA, in Europa il graduale rientro delle spinte inflazionistiche rende  probabile l’avvio di una fase di allentamento monetario da parte della BCE a partire da giugno 2024,  con scenari di riduzione dei tassi ufficiali che si può ipotizzare procederanno in modo cauto. 

Sul fronte della raccolta, è plausibile attendersi una buona tenuta dei depositi, nonostante la prevista  pressione generata dalle emissioni di bond governativi. Lo scenario di lento ma progressivo calo dei  tassi di mercato potrebbe ridurre le pressioni concorrenziali sul funding e, di conseguenza, rendere  meno significativo delle attese il ricorso a fonti di raccolta vincolata ed onerosa. Il rallentamento  degli impieghi risulterà persistente per gran parte del primo semestre, mentre segnali di ripresa  tangibile potrebbero manifestarsi nella seconda parte dell’anno, con tassi di interesse più favorevoli  agli investimenti. A livello complessivo il margine di interesse dovrebbe comunque manifestare un  trend positivo rispetto al 2023, beneficiando di un livello medio dei tassi superiore, nel complesso dei  12 mesi, a quello dell’anno precedente. 

Sul fronte delle commissioni, dopo un primo trimestre molto solido, è atteso proseguire il trend di  crescita anno su anno supportato, lato investimenti, da masse crescenti che potranno beneficiare  di un positivo effetto mercato oltre che della potenziale ripresa della raccolta netta. Dall’altro lato  sono attese stabili le commissioni legate all’operatività creditizia.  

Gli oneri operativi proseguiranno in modo stabile e in linea con le attese anche nel secondo trimestre,  mentre a partire dal mese di luglio il possibile esito positivo della negoziazione in corso con le  Organizzazioni Sindacali potrebbe determinare effetti positivi in termini di contenimento del costo  del personale. Sul fronte delle spese amministrative, il maggior onere derivante dall’attuazione delle  iniziative delineate nel nuovo Piano Industriale dovrebbe essere pienamente bilanciato dall’effetto  degli interventi di ottimizzazione, i cui benefici dovrebbero materializzarsi a partire dall’ultimo  trimestre. Con riferimento al costo del credito, la sua evoluzione dipenderà principalmente  dall’andamento dei flussi a default; ove tali flussi rimangano stabili sui livelli registrati in questa prima  parte dell’anno, sarà possibile confermare un andamento migliorativo rispetto al 2023. Le politiche  creditizie di Gruppo si manterranno comunque prudenti, con una selezione attenta della clientela;  analogamente, i livelli di copertura rimarranno stabili su livelli cautelativi confermando il rigore nelle  valutazioni adottato negli ultimi anni sia sulle esposizioni performing che non performing

Per l’intero l’esercizio la solidità dei risultati raggiunti, unitamente alla positiva view prospettica,  portano da un lato a ribadire tutti i target di redditività e remunerazione per gli azionisti e, dall’altro,  ad evidenziare possibili margini di miglioramento della previsione di EPS di 90 centesimi di euro al  netto delle componenti non ricorrenti (>1,1 euro considerando le componenti one-off allo stato  ipotizzabili); tale previsione sarà aggiornata in sede di presentazione dei risultati semestrali.

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