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Assofond, rallenta il settore delle fonderie italiane

di admin
L'associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane segnala un rimbalzo congiunturale del +3,3% sul terzo trimestre, ma la contrazione rispetto a un anno fa rimane del -12,2%.
L’industria delle fonderie italiane ha chiuso il 2023 in una fase di rallentamento, con un ultimo trimestre che conferma le difficoltà già evidenziate nei mesi precedenti. Secondo i dati dell’indagine congiunturale del Centro Studi di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore, la produzione del quarto trimestre ha registrato una crescita congiunturale del +3,3% rispetto ai tre mesi precedenti ma ha evidenziato un calo tendenziale del -12,2% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Dati di produzione e fatturato

Nonostante la leggera ripresa congiunturale attribuita principalmente al maggior numero di giorni lavorati, il confronto annuo mostra una realtà più complessa, con una flessione significativa della produzione. Il fatturato segue una tendenza analoga, con una crescita del +5,3% su base trimestrale che si trasforma in un calo del -13,9% su base annua. Questi numeri riflettono una fase di incertezza e di adattamento a un contesto economico globale complesso.

Differenze settoriali e climatiche

Il settore si divide in fonderie di metalli ferrosi e non ferrosi, con queste ultime che mostrano una contrazione più marcata. Le dinamiche di mercato, così come la fiducia degli imprenditori, sono in diminuzione, con l’indice SIX che scende ulteriormente, indicando un sentimento prevalentemente pessimista tra gli operatori del settore.

Mercato del lavoro e ricerca di personale

L’indagine evidenzia anche un attivo mercato del lavoro nel settore, con una forte richiesta di operai specializzati e impiegati, anche se molte aziende hanno raggiunto solo parzialmente i propri obiettivi di reclutamento. Ciò suggerisce una continua ricerca di qualificazione e specializzazione del personale in un settore che rimane fondamentale per l’industria manifatturiera italiana.

Le preoccupazioni per il futuro e l’appello di assofond

Fabio Zanardi, presidente di Assofond, sottolinea le preoccupazioni per il futuro, in particolare per i primi sei mesi del 2024, prevedendo un proseguimento della fase di rallentamento. Un punto critico riguarda la marginalità delle imprese, messe a dura prova dall’eliminazione dei crediti d’imposta per l’energia senza adeguate misure compensative. Il Decreto Energia, ora legge, include misure cruciali come l’electricity e gas release, la cui attuazione è urgente per garantire competitività alle imprese italiane sullo scenario europeo.

Confronto con l’Europa e la necessità di azioni concrete

Il confronto dei prezzi medi dell’energia elettrica sul mercato spot tra Italia, Germania, Spagna e Francia evidenzia un divario significativo, con l’Italia che registra valori superiori del 30%. Questo gap sottolinea l’importanza di interventi rapidi e concreti per sostenere l’industria delle fonderie italiane, in un contesto di instabilità geopolitica e volatilità dei mercati energetici.
L’appello di Assofond per l’implementazione dei decreti attuativi delle misure a favore degli energivori è quindi un richiamo all’azione per le istituzioni, affinché vengano adottate soluzioni efficaci per sostenere un settore chiave dell’economia italiana, in un momento di sfide ma anche di potenziali opportunità di crescita e innovazione.

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