Uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR), von der Leyen rigetta la proposta

di admin
A seguito delle proteste degli agricoltori, anche italiani, a Bruxelles, la presidente della Commissione Ue ha proposto al collegio dei commissari "il ritiro" della proposta legislativa sui pesticidi.
Nel cuore della battaglia per la sostenibilità e il rispetto delle tradizioni agricole italiane, una svolta significativa arriva dall’Unione Europea, con il ritiro della proposta di regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (SUR), annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Questa decisione, salutata con sollievo da Coldiretti, rappresenta una vittoria fondamentale per l’agricoltura italiana, salvaguardando il 30% delle produzioni che stanno alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, precedentemente messe a rischio.
Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, sottolinea l’importanza di questo risultato, ottenuto dopo una grande manifestazione a Bruxelles che ha visto la partecipazione di agricoltori da tutta l’Unione, unitisi per protestare contro un obiettivo considerato irrealistico e potenzialmente devastante per il settore agricolo. La proposta SUR avrebbe, infatti, messo in pericolo la produzione di colture fondamentali per il nostro paese, aprendo le porte all’importazione di prodotti da paesi terzi che non aderiscono agli stessi standard ambientali, sanitari e di rispetto dei diritti dei lavoratori imposti nell’UE.
Alex Vantini, Presidente di Coldiretti Verona, rafforza il messaggio, evidenziando l’essenzialità di un approccio realistico che sostenga l’impegno verso la sostenibilità senza compromettere la capacità produttiva e la qualità delle produzioni italiane. In Italia, la pratica dell’agricoltura biologica e la riduzione nell’uso dei fitofarmaci rappresentano già un esempio virtuoso di gestione sostenibile del territorio, che ha posizionato il paese come leader europeo nel settore green.
La posizione di Coldiretti si concentra anche su altre questioni cruciali per il futuro dell’agricoltura italiana e europea, come il rifiuto di qualsiasi riduzione delle risorse economiche destinate alla Politica Agricola Comune (PAC), la necessità di garantire l’autonomia alimentare dei cittadini europei e il sostegno al ricambio generazionale nel settore. Importante è, inoltre, la richiesta di eliminare l’obbligo di lasciare i terreni incolti, una normativa che non solo riduce la capacità produttiva dell’agricoltura europea ma favorisce paradossalmente le importazioni di prodotti non conformi agli elevati standard UE.
Coldiretti denuncia inoltre la necessità di respingere l’accordo commerciale con il Mercosur, che rappresenta una minaccia per le produzioni agricole italiane, esigendo il principio di reciprocità nelle regole produttive. L’organizzazione sottolinea l’importanza di promuovere mercati equi e trasparenti, vietando la vendita di prodotti al di sotto dei costi di produzione e incentivando accordi di filiera che proteggano gli agricoltori.

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