Moreno Cavazza e il direttore Paolo Ambroso.
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Innovazione in agricoltura, Consorzio LEB presenta PHITO

di admin
Il progetto, della durata di circa cinque anni, coinvolgerà PMI del settore per concorrere allo sviluppo di una piattaforma digitale e di un’applicazione a supporto di aziende agricole europee.
L’agricoltura si affaccia sull’era digitale con un progetto innovativo, PHITO (Platform for Helping Small and Medium Farmers to Incorporate digital Technology for equal Opportunities), che vede protagoniste le piccole e medie imprese (PMI) locali. Il Consorzio di Bonifica LEB ha lanciato questa iniziativa per sostenere la transizione digitale in agricoltura, rivoluzionando il modo in cui le aziende agricole europee operano e interagiscono.
Durante un primo evento presso la sede del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta a San Bonifacio, il presidente Moreno Cavazza, il direttore Paolo Ambroso e la ricercatrice Giulia Sofia hanno presentato il progetto PHITO.

L’obiettivo è coinvolgere attivamente le imprese agricole locali, rappresentative delle colture tipiche veronesi e venete, per contribuire allo sviluppo di una piattaforma digitale e di un’applicazione. Queste risorse digitali offriranno consulenza gratuita, favoriranno l’innovazione e stimoleranno la collaborazione tra le aziende del settore.
Il progetto, della durata di circa cinque anni, punta a raccogliere dati rilevanti attraverso questionari e condivisione di buone prassi dalle realtà agricole locali. Queste informazioni saranno fondamentali per lo sviluppo della piattaforma europea, che mira a fornire ai piccoli e medi produttori agricoli consulenze basate su dati relativi a suoli, acqua e colture. Il fine ultimo è migliorare la sinergia tra agricoltori, consumatori e fornitori di servizi.
Moreno Cavazza ha evidenziato come la digitalizzazione in agricoltura sia ancora poco diffusa, soprattutto tra le aziende di piccole dimensioni. Il progetto PHITO intende colmare questo divario, promuovendo efficienza, sostenibilità e competitività delle imprese. Il Consorzio LEB agirà da ponte tra gli sviluppatori della piattaforma e gli utenti finali, trasformando questa opportunità in una realtà concreta per il settore primario.
Aziende pilota saranno selezionate per dimostrare come sia possibile essere competitivi sul mercato producendo cibo e servizi sostenibili. Giulia Sofia ha sottolineato l’importanza di ridurre il divario digitale tra le imprese e di aumentare l’utilizzo di dati geografici grazie alle nuove tecnologie. Il progetto mira anche a ottimizzare gli scambi tra gli operatori del settore e a stabilire collegamenti con università e istituti di ricerca per fornire raccomandazioni specifiche e accrescere le competenze digitali degli agricoltori.
Le presentazioni proseguiranno nelle prossime settimane nelle sedi degli altri due Consorzi di Bonifica di primo livello del LEB che sono il Bacchiglione e l’Adige Euganeo.

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