Iniziative e mercati internazionali: il futuro di Verona Stone District
di adminVerona Stone District (Vsd), società consortile costituita nel 2018 in rappresentanza del distretto lapideo veneto, che riunisce oltre 600 imprese soprattutto veronesi e vicentine, per più di 4mila addetti, a cui si aggiungono le attività in filiera, può crescere, diventare interlocutore primario a livello istituzionale, hub di servizi, marchio a sostegno dell’internazionalizzazione. A dirlo sono i risultati della ricerca "Bisogni ed attese del Distretto del marmo" realizzata da Research Dogma coordinata per l’iniziativa con l’agenzia Komma, entrambe di Milano, su un campione rappresentativo di aziende che tra luglio e ottobre scorso hanno compilato una web survey.
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A rispondere al questionario imprenditori (69%) e top manager (31%) di Pmi locali: il 31% con un numero di addetti compreso tra 21 e 50; il 30% con una quota tra 11 e 20 dipendenti; il 28% fino a 10 collaboratori. Gli intervistati sono parte del sistema associativo del territorio: le aziende che guidano sono infatti iscritte ad As.Ma. Ve. Consorzio Marmisti Veronesi, Consorzio Marmisti Valpantena, Apindustria Confimi Verona, Confindustria Verona. Le attività sono accomunate da una forte vocazione all’internazionalizzazione: il 91% considera l’export significativo per il proprio business; il 53% opera sul mercato interno ed estero; il 24% solo all’estero. Quotidianamente queste aziende devono far fronte ad un lungo elenco di problemi: i principali riguardano la necessità di attirare e fidelizzare il capitale umano, trovare nuovi clienti ed aprirsi ulteriori mercati, gestire gli impatti ambientali, investire per aumentare la produttività. Si attendono sostegno dallo Stato (44%), dall’associazione territoriale di settore (38%) o di riferimento (31%), dal Vsd (28), dagli enti locali e dalla Regione (26%), dalle banche (22%).
Circa il 70% del campione conosce il Verona Stone District. Ma solo il 18% ritiene che la qualità del cluster sia nota alla maggior parte degli operatori globali. Il 64% è convinto che il brand del distretto fornisca un contributo d’immagine all’impresa; il 43% che rappresenti un potenziale fattore competitivo; 1’86% che possa generare occasioni di cooperazione e collaborazione soprattutto nelle grandi commesse internazionali.
In sintesi, il Vsd ha un ruolo importante già oggi, ma il potenziale al servizio del territorio è di gran lunga superiore. L’attesa si concentra su iniziative commerciali e culturali da sviluppare oltreconfine sui mercati tradizionali da consolidare o su sbocchi particolarmente promettenti. Per il futuro gli imprenditori del territorio si attendono che Vsd, aldilà dell’attività istituzionale diretta, costituisca un polo di organizzazione di servizi e convenzioni esterne a vantaggio della crescita del cluster con consulenti per l’accesso a fondi pubblici agevolati, a fondo perduto o per la costituzione di Ati (associazioni temporanee di imprese, ndr) in modo da agevolare la partecipazione a gare internazionali. Molte anche le attese sul piano del marketing e delle strategie commerciali globali, della formazione per il personale, della comunicazione per la valorizzazione del brand aziendale.
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