Parco Naturale Regionale della Lessinia: un patrimonio che genera economia

di admin
Giuliano Menegazzi, presidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia, è intervenuto nel corso dell'ultimo appuntamento della 19esima Settimana Veronese della Finanza per fare il punto sull'ente parco e sul lavoro verso la costruzione di una propria identità.
Giuliano Menegazzi, presidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia, è intervenuto nel corso dell’ultimo appuntamento della 19esima Settimana Veronese della Finanza per fare il punto sull’ente parco e sul lavoro verso la costruzione di una propria identità.
Fino a qualche tempo fa il parco era inglobato all’interno della comunità montana, ma da poco è diventato un soggetto giuridico a sé stante, con un proprio statuto e quindi in cerca di una nuova identità e di un nuovo rilancio all’interno del territorio giusto?
Giusto. L’area protetta del parco esiste da trent’anni, sono 10.300 ettari di pascoli e numerosi siti importanti dal punto di vista naturalistico. Pensiamo al ponte di Veja, ai covoli, alla Pescia di Bolca. Si tratta quindi di un’area ampia dal grandissimo valore che finora è stata gestita per trent’anni dalla comunità montana della Lessinia. Oggi è in liquidazione e sta chiudendo per far nascere una nuova entità, che sono le unioni montane. La comunità montana della Lessinia aveva un particolare compito, ovvero gestire l’area protetta. La Regione Veneto ha dato vita a degli enti strumentali nuovi che vanno proprio a gestire queste aree protette. L’ente Parco Naturale regionale della Lessinia nasce quindi per gestire questo patrimonio con tutte le sue sotto-realtà, come l’importante rete museale, ma anche per gestirne il lato economico.
Negli ultimi anni la Lessinia è stata in grado di riportare in vita alcune microfiliere che però hanno generato delle economie complementari. È compito dell’Ente osservare questi fenomeni e supportarli anche a livello comunicativo…
Tra attori è difficile stare insieme. L’ente parco ha però anche questo compito: tra i suoi organi ha un comitato tecnico scientifico e una Consulta con tutte le associazioni. È uno dei regolamenti che stiamo predisponendo. L’intenzione è rivolgersi a una qualità sia dei servizi che vengono offerti sia nei prodotti in un territorio che qualità ne ha da vendere. Il nuovo marchio andrà quindi proprio a identificare prodotti e servizi all’interno dell’area d’interesse. 

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