PAC: le nuove regole spiegate dai tecnici di Coldiretti Verona

di admin
L’Italia è il primo paese a spendere i fondi della nuova Pac, un’iniezione di liquidità che permetterà anche a migliaia di imprese venete di stare sul mercato, programmare i prossimi interventi e continuare a produrre. Lunedì scorso, l'incontro tra Coldiretti e agricoltori per fare il punto sulle novità.

Interesse e partecipazione all’incontro sulle novità della Pac, la politica agricola comunitaria 2023 – 2027, organizzato da Coldiretti Veneto e tenutosi lunedì sera al Mercato Coperto di Campagna Amica in Galleria Filippini a Verona.
I numerosi imprenditori agricoli presenti in sala hanno potuto conoscere i dettagli e gli ambiti applicativi delle nuove regole previste dalla Pac per il prossimo quinquennio, in particolare ecoschemi, condizionalità rafforzata e complemento di sviluppo rurale. A metà ottobre era arrivata la notizia sul via libera al pagamento degli anticipi. Nei prossimi giorni saranno erogati 1 miliardo e 450 milioni a 700 mila aziende agricole. L’Italia è così il primo paese a spendere i fondi della nuova Pac, un’iniezione di liquidità che permetterà anche a migliaia di imprese venete di stare sul mercato, programmare i prossimi interventi e continuare a produrre.
In apertura dei lavori il saluto del presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini che ha detto che «questa non è la Pac che sognavamo in quanto fin troppo soggetta alle tendenze green tutte europee. In ogni caso è il risultato di un complesso lavoro di mediazione compiuto dalla nostra organizzazione a Bruxelles grazie al quale il budget destinato all’agricoltura non è stato ridimensionato troppo pesantemente».
«Nella sua architettura complessa – continua Vantini – questa Pac va costruita su misura di ogni singolo imprenditore agricolo, adeguando e valutando le proprie scelte agronomiche in merito alla convenienza economica e produttiva. L’attenzione va posta anche alle tante aziende zootecniche che si troveranno in difficoltà dovendo rinunciare alla produzione in monosuccessione di mais, e che si vedono costrette a trovare delle alternative per poter garantire l’alimentazione per i loro animali. In questo caso vanno fatte ancora opportune simulazioni e valutazione».
In chiusura Vantini ha aggiunto: «Per quanto riguarda il secondo pilastro e quindi al CSR Veneto, grazie al quale si definiscono le strategie regionali nel settore agricolo, ci aspettiamo ora che i bandi siano strutturati in modo tale da garantire la priorità ai settori maggiormente in difficoltà. Penso ad esempio all’ortofrutta che necessita di finanziamenti per ristrutturare gli impianti e per dotarsi di sistemi di difesa diretta contro gli eventi grandigeni, o contro il fenomeno del cracking e gli insetti alieni; oppure al settore zootecnico e in particolar modo quello suinicolo e avicolo, per i quali è impellente la necessità di sistemi di bio sicurezza per fronteggiare le problematiche relative a peste suina e aviaria».
Andrea Vincenzi, responsabile del Centro Assistenza Agricola di Coldiretti Veneto, ha passato in rassegna gli ecoschemi della nuova Pac mentre Manuel Benincà, responsabile Area Ambiente di Coldiretti Veneto, si è soffermato sui dettagli della condizionalità rafforzata. Infine Andrea Comacchio, dirigente della Regione Veneto, ha illustrato il Complemento dello Sviluppo Rurale.
«Proviamo a fare chiarezza – ha affermato Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto – sulla nuova Pac che purtroppo non è ancora definita in tutti i suoi aspetti, a scapito della programmazione aziendale. Una Pac che risponde comunque al cittadino europeo sempre più attento a sostenibilità e ricadute ambientali, e al quale dobbiamo raccontare meglio il nostro lavoro per fargli capire quanto è importante».
«In Europa, non dimentichiamolo, ci sono esigenze e sensibilità diverse che fanno diventare la Pac il compromesso con il quale dobbiamo confrontarci. Nel frattempo Coldiretti non è rimasta a guardare ed è impegnata in un lavoro certosino e difficile, per rafforzare il pressing sulle istituzioni europee e preservare le risorse di cui l’Italia gode e fare in modo che le nostre imprese siano competitive e possano continuare a fare il loro mestiere. Ma non è possibile fare impresa se le regole del gioco non sono chiare».
«Quanto alle risorse messe a disposizione dal Csr queste sono sicuramente importanti e da cogliere – ha proseguito Salvan – anche se oggi è sicuramente preoccupante il costo del denaro e la capacità delle imprese di poter fare investimenti, visti anche i ribassi dei prezzi dei prodotti agricoli e la perdita di marginalità. Abbiamo quindi bisogno di strumenti e risorse adeguate e Coldiretti si sta muovendo proprio in questa direzione, come abbiamo ricordato al presidente del Consiglio e ai ministri intervenuti i giorni scorsi al nostro Villaggio Coldiretti a Roma».
«È stato un grande appuntamento sindacale per ricordare che l’agricoltura vuole essere protagonista attiva, e che attende strumenti e risorse dalla politica per continuare ad essere volano fondamentale di un sistema economico che genera oltra il 25% del Pil nazionale».

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