Confindustria, Boscaini: «Aziende crocevia tra arte e scienza»

di admin
Si è tenuto lunedì pomeriggio presso l'azienda Pedrollo di San Bonifacio il convegno di Confindustria Verona, "Dialoghi". Un dialogo tra Arte, Impresa, Scienza e Tecnologia con le aziende al centro come luoghi naturali di incontro fra questi mondi apparentemente distanti ma indissolubilmente legati tra loro.

«Le aziende rappresentano un luogo di incontro tra diverse conoscenze, culture ed esperienze, dove la creatività e l’innovazione si fondono per diventare prodotti accessibili a tutti, diffondendo idee e tecnologie. Indipendentemente dalle sfide attuali affrontate dagli imprenditori, perseverano con determinazione nell’armonizzare mondi diversi per contribuire allo sviluppo», ha dichiarato Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona, in anticipo sui temi dell’assemblea del 2023, tenutasi lunedì pomeriggio presso l’azienda Pedrollo di San Bonifacio.

Dopo l’era del Covid, Confindustria si riunisce di nuovo in un ambiente produttivo

Questa scelta ha un significato particolare: dopo anni passati in padiglioni fieristici e sale congressi, Confindustria ritorna in un vero e proprio stabilimento, dove è evidente che i maxi schermi e le poltroncine sono solo arredi temporanei, pronti a fare spazio a macchinari, operai e produzione. Boscaini, all’inizio dell’intervista condotta da Matteo Caccia in sostituzione della tradizionale relazione, ha sottolineato immediatamente questo punto: «Le aziende sono uno scrigno di dialoghi tra arte e scienza – ha affermato – e ringrazio Silvano Pedrollo per averci ospitato, fermando la produzione per fare spazio al confronto. Noi siamo pronti ad affrontare la velocità del cambiamento».
Tuttavia, Boscaini ha espresso subito le sue preoccupazioni per il mercato, che ritiene essere sotto attacco: «Non è un sistema perfetto, ma è democratico e si autoregola tutelando chi lavora, produce e investe. Ce l’ho col governo – ha spiegato chiaramente – che affronta una situazione complessa in modo anomalo: come con la vicenda degli extra-profitti che colpisce le aziende dell’energia, poi le banche o le linee aeree. Mi preoccupa un atteggiamento che ascolta solo la pancia e crea un’incertezza insostenibile. Come faccio a spiegarlo alle aziende straniere che hanno scelto di investire in Italia?»
Boscaini è intervenuto poi sul fondamentale rapporto con l’Europa: «Il patto di stabilità va rivisto perché gli ultimi anni hanno cambiato tutti i paradigmi. Ma “rivedere” non vuol dire liberi tutti, fare spesa pubblica e debito: significa investire nello sviluppo delle imprese, in quel new deal che era il progetto del PNRR. E in competenze che danno dignità alle persone e favoriscono lo studio e il lavoro, mentre troppi giovani abbandono la scuola».
Boscaini ha poi aggiunto: «Dobbiamo cambiare il concetto stesso del lavoro centrale nella vita delle persone, perché sta traballando: non bisogna dire “devo”, ma “voglio” lavorare”».

Il progetto Verona 2040, la città metropolitana e l’area del Garda

E la Verona del futuro? «Bisogna cominciare a credere sul serio alla diffusione delle competenze scientifiche e tecniche, cui aggiungerei le arti. E i nuovi lavori generati dalla spinta alla sostenibilità”, precisa: “le aziende cercano competenze in questo campo, per unire la crescita e una crescita più rispettosa. Mi piacerebbe che Verona fosse riconosciuta città metropolitana per la consistenza del capoluogo con il suo circondario, le oltre cento multinazionali, i 30 mila studenti, i 17 milioni di presenze turistiche nel 2022. Una nuova apertura al mondo, soluzioni condivise con le città vicine, una regione del Garda che sarebbe la terza area d’Italia per peso economico, capace di generare alleanze e legami forti tra Verona, Mantova, Trento, Vicenza e Brescia».

Gli altri relatori

  • Marina Geymonat, capo del gruppo Enterprise Data & AI di Capgemini Invent;
  • Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT, Istituto Italiano di Tecnologia;
  • lo scultore Arcangelo Sassolino, la cui opera unisce all’arte la passione per la meccanica e la tecnologia;
  • Giulio Pedrollo, figlio del fondatore Silvano e amministratore delegato del gruppo di famiglia

La conclusione è stata poi affidata al presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi

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