In Lessinia il punto sulla montagna veronese con il vicepresidente del Senato Centinaio

di admin
L'incontro, a Erbezzo, aveva come obiettivo lo studio di soluzioni per fronteggiare le problematiche legate al settore lattiero caseario e alla presenza sempre più insostenibile dei grandi predatori.

Soluzioni efficaci e immediate. Di questo ha bisogno la montagna veronese per fronteggiare le problematiche legate al settore lattiero caseario e alla presenza sempre più insostenibile dei grandi predatori. L’urgenza per trovare le misure più adeguate a garantire la permanenza degli allevatori in Lessinia è emersa durante l’annuale tavola rotonda organizzata da Coldiretti Verona e tenutasi lo scorso 7 settembre in occasione dell’Antica Fiera del bestiame di Erbezzo, giunta alla sua 116^ edizione.
A sottolineare l’importanza che il settore agricolo montano ha nell’ecosistema e nell’economia della nostra provincia, la presenza del già Ministro dell’Agricoltura, ora Vice presidente del Senato, Gianmarco Centinaio arrivato a Erbezzo per far sentire la vicinanza del Governo agli agricoltori del territorio.
Dopo i saluti istituzionali rivolti alle oltre 100 persone presenti in sala tra allevatori e tecnici da parte del sindaco Lucio Campedelli e di Ruggiero Segala, presidente Coldiretti di Erbezzo, il moderatore Enzo Gambin, direttore di Aipo Verona, ha introdotto i relatori sottolineando che nel Veneto il territorio dei comuni montani rappresenta circa il 35% e la popolazione residente è circa il 14% della popolazione regionale; nella provincia di Verona il 19% della sua superficie territoriale è in montagna, unita a un 23% di area collinare.
Hanno poi preso la parola il consigliere regionale Alberto BozzaFabrizio Cestaro, responsabile Sanità Animale Servizi Veterinari AULSS 9 Scaligera, e Luciano Bertocchi, Responsabile assistenza tecnica settore vacche da latte del gruppo Veronesi.
Presenti anche il consigliere regionale Enrico Corsi, Federica Tosi in rappresentanza della Provincia, i sindaci dei comuni limitrofi Stefano Marcolini di Roverè Veronese, Luciano Alberti di San Mauro di Saline e Raffaello Campostrini di Sant’Anna d’Alfaedo.
Per il Parco regionale della Lessinia erano presenti il Presidente Giuliano Menegazzi e Massimo Sauro nella duplice veste di consigliere del Parco e di referente per conto di Coldiretti Verona per la fauna selvatica e per le problematiche legate ai grandi predatori.
Al presidente provinciale di Coldiretti Verona Alex Vantini sono state affidate le conclusioni dell’incontro.
Nel suo intervento Centinaio ha delineato il quadro produttivo della montagna del nostro Paese con particolare riguardo all’aspetto della valorizzazione del paesaggio e al contenimento del numero dei grandi predatori.
Gli ha fatto eco il consigliere Bozza che ha ricordato la sua legge regionale da poco approvata sul Distretto del Cibo, «che può valorizzare il settore caseario e lattiero», e ha poi illustrato la sua iniziativa per il contenimento dei lupi, «tema sul quale, in attesa di una legge nazionale, dobbiamo intervenire in Regione, lo chiederò al Consiglio». Mentre, ha ricordato Bozza, «per scongiurare lo spopolamento della montagna bisogna mettere al centro l’uomo, cioè l’allevatore e l’agricoltore».
I due tecnici, Cestaro e Bertocchi, hanno affrontato più da vicino le tematiche legate alla gestione degli allevamenti arrivando a confutare la tesi secondo la quale gli allevamenti sarebbero la principale causa dell’inquinamento ambientale. Negli ultimi anni, e soprattutto nel periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid, è stato infatti ampiamente dimostrato che le stalle incidono in minima parte nelle emissioni inquinanti in atmosfera e nelle falde.
Nelle sue conclusioni, il presidente Vantini ha ripreso il filo delle argomentazioni di chi l’ha preceduto appoggiando la proposta di attuare nel più breve tempo possibile azioni che diano maggiori garanzie di sicurezza agli animali al pascolo e agli allevatori.
«In alcun modo – ha detto – possiamo permetterci che il nome della Lessinia venga associato al presunto inquinamento da parte degli animali al pascolo. Non è tollerabile demonizzare ingiustamente una attività come quella zootecnica che ha garantito la salvaguardia e la sicurezza ambientale di questo territorio fino ad oggi».
«Siamo grati – ha continuato Vantini – alla politica che ha dimostrato vicinanza e interesse nei confronti della nostra montagna, ora però ci attendiamo azioni concrete che permettano un reale contenimento del lupo per porre fine a una situazione che si fa sempre più drammatica e che mette a rischio di spopolamento un territorio prezioso come quello della Lessinia. Da parte sua Coldiretti è impegnata ad ascoltare gli allevatori e a cercare insieme a loro soluzioni definitive e soddisfacenti per arrivare finalmente a diminuire i danni diretti e indiretti delle predazioni».
L’areale montano della nostra provincia che conta un patrimonio composto da 9 caseifici, quasi 600 allevamenti di bovine da latte che producono oltre 1200 quintali di latte al giorno il cui 30% è utilizzato per la trasformazione casearia di formaggi così suddivisi: 30% Grana padano, 30% Monte Veronese Dop e 40% altri formaggi, coinvolgendo un totale di circa 1.800 lavoratori.

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