Una Regione a fianco delle imprese (e degli imprenditori)

di admin
In Veneto si è cercato fin dall’inizio della crisi, prima sanitaria e poi economica, di trovare delle soluzioni, in particolare per le aziende. Dalla legge sulle comunità energetiche agli aumenti del fondo anti crisi, alcune risposte sono arrivate. E non è scontato.

È facile sparare a zero su un ente di governo quando le cose non vanno come vorremmo. Dovrebbe essere altrettanto semplice, ma spesso non lo è, sottolineare ciò che, invece, va nella direzione giusta e, soprattutto, quando questo offre soluzioni a dei problemi.
La Regione del Veneto, fin dall’inizio della pandemia, si è posta nei confronti dei cittadini come un soggetto ben presente in grado di dare delle risposte anche quando queste sembravano esserci. Pensiamo, ad esempio, alla gestione della prima emergenza Covid, in cui la nostra regione si è distinta a livello nazionale per efficacia ed efficienza.
Come sappiamo questa crisi sanitaria si è ben presto tramutata in una crisi economica. Anche in questo caso, la Regione, si è attivata in fretta per non lasciare indietro nessuno. Così è capitato pure dopo i rincari energetici, dovuti in parte alla guerra tra Ucraina e Russia, in parte alla speculazione. È della fine dell’anno scorso la notizia, arrivata dall’ufficio dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Roberto Marcato, di un ulteriore apporto di 38,2 milioni di euro al cosiddetto Fondo Anticrisi, istituito dalla Giunta regionale nel 2020 con l’obiettivo di assicurare alle imprese un sostegno rapido e adeguato a esigenze sia di liquidità che di investimento conseguenti alla crisi generata dall’emergenza sanitaria da Covid e, da ultimo, ai rincari dei costi energetici e delle materie prime.

Una dotazione totale di 137.376.000 euro che è servita a dare per lo meno ossigeno e speranza in uno dei momenti più complicati per la nostra economia regionale degli ultimi decenni.
Aiuti che sono arrivati non solo per colmare una mancanza, ma per gettare le basi verso una prospettiva futura. All’interno di questo panel di sostegni c’è anche il Fondo di rotazione "Anticrisi attività produttive", istituito nel 2021 e affidato alla gestione di "Veneto Sviluppo S.p.A.", nato con lo scopo di agevolare la realizzazione e l’adeguamento di impianti tecnologici. Nei 99,2 milioni destinati in parte all’erogazione di finanziamenti agevolati e in parte alla concessione di contributi a fondo perduto associati ai finanziamenti, c’è una fetta pari 10 milioni di euro riservata al sostegno delle imprese che investono nell’installazione di impianti fotovoltaici nelle proprie strutture produttive.
Rimanendo in ambito energie rinnovabili, va ricordato che la Regione Veneto è tra le prime in Italia ad aver approvato una legge regionale sulle comunità energetiche allo scopo di «favorire la promozione della figura giuridica delle CE e dei gruppi di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, quali strumenti per superare l’utilizzo del petrolio e dei suoi derivati e di favorire la produzione e lo scambio di energie prodotte principalmente da fonti rinnovabili, nonché di sperimentare e promuovere nuove forme di efficientamento e di riduzione dei consumi energetici».
Non da ultimo, significativa anche l’approvazione da parte della Giunta regionale del Veneto, del “Bando per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile e alle Professioniste. Anno 2023”, finalizzato all’erogazione di contributi in conto capitale per un massimo di 2,3 milioni di euro, alle piccole e medie imprese a prevalente o totale partecipazione femminile attive nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi.
Un segno di attenzione in più, anche questo da non sottovalutare.

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