Le enoteche venete e veronesi potranno operare, nel quadro deI recente DPCM, fino alle ore 22. Tuttavia, solo vendite d’asporto…
di adminIn tale settore, Verona si classifica al quarto posto, dopo Venezia, Padova e Vicenza, segnala Coldiretti Verona. Fatto, questo, più che positivo, visto che anche la vendita d’asporto non era ammessa, che sino alle ore 18, con il decreto del 14 gennaio scorso. Tale decisione – DPCM del Governo Draghi – costituisce valido sostegno al vino Made in Italy – già fortemente colpito dalla chiusura del canale Horeca – non solo in Italia, ma, anche all’estero, verso cui vengono esportati i vini veronesi. Le enoteche – sottolinea la Coldiretti – hanno avuto, negli ultimi anni, una forte espansione, offrendo opportunità di lavoro a molti giovani, sotto la spinta di nuovi modelli di consumo, che valorizzano la ricerca della qualità e del legame con il territorio. Una tendenza che va sostenuta ed incoraggiata, nel rispetto delle norme di sicurezza. Il settore del vino – conclude la Coldiretti – è già tra i più colpiti dagli effetti delle misure restrittive anti Covid, con la chiusura della ristorazione, dove viene commercializzata più della metà, in valore, delle bottiglie stappate in Italia. Le enoteche – sottolinea la Coldiretti – hanno avuto, negli ultimi anni, una forte espansione offrendo opportunità di lavoro a molti giovani, sotto la spinta di nuovi modelli di consumo, che valorizzano la ricerca della qualità e del legame, con il territorio. Una tendenza che va sostenuta ed incoraggiata nel rispetto delle norme di sicurezza. Il settore del vino – conclude la Coldiretti – è già tra i più colpiti dagli effetti delle misure restrittive anti Covid con la chiusura della ristorazione, dalla quale viene commercializzato più della metà in valore delle bottiglie stappate in Italia. In merito, sono nate, nel settore, anche nuove figure professionali grazie ai corsi promossi, dal sistema di formazione accreditato Impresa Verde Coldiretti. A Verona, è attualmente in fase di piena operatività, per 12 allieve, l’intervento, per la qualifica di “Cantiniera 5.0”, mentre, in molte province, si sono già qualificati i nuovi “Agrioste”, profilo, vocato alla gestione del banco di mescita e della preparazione di cicchetti, a km zero, per accompagnare degustazioni e aperitivi. Importante, dunque, tenere bene presenti le esigenze dei vari comparti economici, per mantenere il livello dei consumi , in questo caso, di un eccezionale prodotto nostrano e, contemporaneamente, per non perdere – ma, creare – occupazione.
Pierantonio Braggio
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